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(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Sul fronte della governance dell'accesso ai farmaci nelle Regioni Italiane, sono presenti diverse criticità operative trasversali che continuano a influenzare significativamente i tempi e le modalità di accesso ai farmaci, con importanti variabilità territoriali. Lo rileva un report di Altems Advisory, dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dal titolo 'Analisi della governance dell'accesso ai farmaci nelle Regioni Italiane: ruolo, struttura e prospettive dei prontuari terapeutici regionali'. La principale fragilità, emerge dall'analisi, riguarda la tempestività e la completezza delle informazioni trasmesse dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alle Regioni, in particolare in merito agli aspetti economici e contrattuali. Permane inoltre un gap temporale tra l'inserimento nei Prontuari teraputci regionali (Ptr) e la reale disponibilità del farmaco sul territorio, spesso legato a differenze nei processi di acquisto, tempi tecnici delle centrali di acquisto regionali e attivazione dei centri prescrittori. Un'ulteriore criticità è rappresentata dalla frammentazione dei flussi informativi e dei registri Aifa, che ostacola l'interoperabilità tra i diversi livelli istituzionali. Infine, persistono differenze nei criteri di valutazione e nei processi decisionali tra Regioni, che si traducono in disomogeneità nei tempi e nelle modalità di accesso. In linea più generale, quello che emerge è come alcune Regioni adottino modelli di governance più maturi, caratterizzati da strutture multidisciplinari e integrazione sistematica dell'Hta (health technology assessment, l'approccio multidimensionale per l'analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una tecnologia), mentre altre meno. La frammentazione dei modelli regionali si somma alla tendenza, viene evidenziato nello studio, a ripetere valutazioni cliniche, economiche e organizzative già concluse a livello centrale. Questa duplicazione rappresenta una delle principali determinanti dei ritardi nell'accesso ai farmaci innovativi. Per mitigare queste criticità, segnalano gli autori dello studio, sarebbe opportuno 'de-burocratizzare' i processi, centralizzare gli strumenti informativi e di indirizzo e rafforzare la multidisciplinarietà e la trasparenza decisionale, il tutto operando attraverso una maggiore standardizzazione nazionale e l'introduzione di tempistiche massime per la contrattualizzazione. (ANSA).


