(ANSA) - ROMA, 04 SET - Sul carcinoma mammario metastatico "il registro Gim ci permette di capire come le cure funzionino nella pratica clinica, in popolazioni più ampie e diversificate - spiega Michelino De Laurentiis, direttore del dipartimento di Oncologia mammaria e toraco-polmonare dell'Istituto nazionale dei tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli - . È una conoscenza indispensabile per trasferire l'innovazione nella vita reale e migliorare le decisioni terapeutiche".
    Per Fabio Puglisi, professore ordinario di oncologia medica dell'Università di Udine e direttore del dipartimento di oncologia medica del Cro di Aviano, "diagnosi sempre più precise dal punto di vista della caratterizzazione biologica consentono oggi di personalizzare le terapie e, in molti casi, di ridurre il ricorso alla chemioterapia; immunoterapia, farmaci a bersaglio molecolare e nuove terapie endocrine hanno ampliato le possibilità di cura".
    In questo progresso, gruppi cooperativi come il Gim (Gruppo italiano mammella) permettono di realizzare studi indipendenti su quesiti clinici che incidono direttamente sulle scelte quotidiane.
    "Il San Martino ha avuto un ruolo centrale nel coordinamento di numerosi studi del Gim, mettendo in rete competenze e centri di tutta Italia - afferma Monica Calamai, direttrice generale dell'Azienda ospedaliera metropolitana di Genova -. I 25 anni di attività del gruppo testimoniano come l'integrazione tra assistenza, ricerca e formazione possa generare innovazioni capaci di incidere concretamente sulla cura delle persone".
    Infine Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica), sottolinea come gli studi del Gim, "una delle eccellenze della ricerca clinica indipendente italiana", hanno contribuito "a cambiare la pratica clinica e le linee guida sul carcinoma mammario, dimostrando il valore di una rete nazionale capace di condividere competenze, dati e responsabilità". (ANSA).