La carenza di ferro nei bambini può essere presente anche se le analisi del sangue sono nella norma e potrebbe essere diagnosticata precocemente applicando una soglia di ferritina (la proteina che permette al corpo di immagazzinare il ferro)più elevata rispetto a quella utilizzata nelle attuali linee guida: è quanto emerge da uno studio pubblicato su Blood Red Cells & Iron, rivista dell'American Society of Hematology in cui è stato messo a punto un metodo per individuare la carenza di ferro anche nei bambini che hanno livelli di ferritina oggi considerati normali.

"Bassi livelli di ferro possono portare a gravi problemi di salutecome difficoltà di concentrazione e di apprendimento, affaticamento e riduzione delle prestazioni fisiche. Per questo identificare il livello di ferritina nel sangue necessario per supportare la crescita e l'apprendimento di un bambino è importante", afferma Yaw Addo, autore principale ed epidemiologo presso i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi. I ricercatori hanno sviluppato un metodo che rileva le fasi iniziali della carenza di ferro analizzando i globuli rossi. Utilizzando questo approccio aggiornato su 3.765 bambini, circa 1 bambino su 3 (30%) è risultato affetto da carenza di ferro, un aumento sostanziale rispetto al 9% identificato nello stesso campione con i metodi classici.

Quando i livelli di ferritina di un bambino sono bassi può venir compromesso lo sviluppo cerebrale, l'apprendimento e la crescita. Le attuali linee guida del Cdc e dell'Oms identificano la carenza di ferro a una soglia di ferritina di circa 15 μg/L.

Tuttavia, i risultati suggeriscono che i livelli di ferro potrebbero essere già insufficienti a sostenere la normale produzione di globuli rossi quando il livello di ferritina di un bambino è inferiore a 24 μg/L. Questa scoperta si aggiunge alle crescenti evidenze che le attuali soglie del Cdc e dell'Oms tendono a rilevare la carenza di ferro in fasi più avanzate, quando i livelli potrebbero essere già bassi. (ANSA).