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Verifiche durate oltre sei ore, un incontro con i vertici dell'ospedale e massima riservatezza su quanto emerso. Il lavoro degli ispettori del Ministero della Salute all'Israelitico di Roma, dopo il furto di 80 fiale di fentanyl, ha riguardato soprattutto gli aspetti organizzativi e di custodia dei medicinali. Un lavoro che si concluderà con una relazione finale che verrà consegnata al ministro Schillaci.
Gli ispettori hanno incontrato il direttore sanitario, il direttore generale e alcuni dipendenti del nosocomio romano. Lo spiegano fonti del Ministero, che non confermano però le indiscrezioni su presunte irregolarità emerse nel corso delle verifiche. Maggiori elementi potrebbero arrivare nei prossimi giorni dall'inchiesta aperta dalla Procura di Roma e affidata ai carabinieri del Nas, che indaga sulla sottrazione dell'oppioide sintetico dalla cassaforte della farmacia ospedaliera. Il furto, avvenuto senza segni di effrazione, è stato al centro di un vertice ieri a Palazzo Chigi al quale hanno partecipato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Restano diversi gli aspetti da chiarire, tra cui l'assenza di un sistema di videosorveglianza e le modalità di gestione della chiave della cassaforte, utilizzata da più dipendenti. E dopo l'ispezione del nucleo investigativo dei carabinieri di Roma assieme a quelli del Nas dei giorni scorsi, sono aumentati i timori per il rischio di registri non aggiornati.
I medicinali soggetti alla normativa sugli stupefacenti sono già tracciati attraverso registri che documentano il percorso dalla prescrizione alla somministrazione. Dopo la scoperta del furto, il ministero della Salute ha emanato una circolare che dispone un rafforzamento dei controlli e ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico con anestesisti e farmacisti ospedalieri. "Tuttavia - osserva Arturo Cavaliere, presidente della Società di Farmacia ospedaliera (Sifo) - è necessario rafforzare le misure di custodia. A ciò va affiancata una procedura standardizzata che disciplini in modo rigoroso il passaggio di consegne tra gli operatori in base ai turni, per garantire continuità nella custodia e piena tracciabilità delle responsabilità".
I furti di farmaci, spesso mirati a prodotti ad alta rivendibilità sul mercato illecito come steroidi e botulino, sono stati oltre 1.490 nel 2024, con un trend complessivamente in calo. Non sono mancati episodi recenti, come l'assalto a un tir che trasportava medicinali da banco a Cerignola e la sottrazione, all'ospedale Pascale di Napoli, di farmaci oncologici sperimentali per circa 800 mila euro. "Fino a tredici anni fa - spiega Domenico Di Giorgio, dirigente dell'Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) - si registravano due o tre episodi di furto di farmaci a settimana in Italia. Oggi siamo il Paese più avanzato nel contrasto a questo tipo di criminalità, grazie anche alla banca dati MediTheft, introdotta nel 2013. Negli ospedali disponiamo di linee guida, ma non sono ancora applicate in modo uniforme".
"Fino a 13 anni fa si registravano due o tre episodi di furto di farmaci a settimana in Italia. Ora siamo il Paese che è più avanti nel contrasto a questo tipo di crimine, grazie a una banca dati ad hoc, Medi-Theft, introdotta nel 2013 che ha reso l'Italia il primo Paese in Europa ad adottare uno strumento di monitoraggio specifico. Negli ospedali abbiamo linee guida, come quelle PadLock definite con la Società di farmacia ospedaliera per la custodia di farmaci, ma devono essere applicate e ancora non lo sono in modo uniforme". Lo spiega all'ANSA Domenico Di Giorgio, dirigente dell'Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell'Agenzia italiana del farmaco nel giorno in cui gli ispettori del ministero sono andati all'ospedale israelitico di Roma per acquisire informazioni dopo il furto di fentanyl.
Non mancano episodi recenti di furti nelle farmacie o assalti ai mezzi che trasportano medicinali: a Cerignola, a giugno, in un assalto a un tir sono stati sottratti farmaci da banco, mentre a settembre 2025, a Napoli, un furto di farmaci oncologici e anticorpi monoclonali, per un valore stimato di 800 mila euro, sono stati sottratti dall'ospedale Pascale. "La tracciabilità del farmaco, che è alla base del controllo dei furti, è attiva dal 2001 - precisa -. Abbiamo esportato il nostro modello di controllo anche in altri Paesi. Nel 2014 è stata inoltre avviata l'operazione di intelligence Vulcano che ha bloccato il canale di riciclaggio legale in altri paesi europei. Oggi i farmaci più rubati nelle farmacie ospedaliere sono gli antitumorali ad alto costo, che vengono poi esportati verso Paesi terzi, in particolare in Medio Oriente. Esistono però sempre anche i furti di piccoli quantitativi destinati alla rivendita nel mercato nero, soprattutto di farmaci facili da 'spacciare', come gli steroidi utilizzati in ambito sportivo".
In generale, nel biennio 2024-2025, a livello nazionale, secondo il "Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2025", i furti nelle farmacie territoriali, spesso mirati a prodotti ad alta rivendibilità e cosmetici, hanno registrato oltre 1.490 episodi nel 2024, con un trend nazionale in calo, ma con picchi in Campania e nel Lazio.


