"Il discorso va ricondotto in una dinamica sana ed equilibrata: non c'è una spesa farmaceutica fuori controllo". A sottolinearlo, in un colloquio con la stampa, è il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, illustrando al contempo i dati di crescita del settore Pharma nel 2025, a partire da quelli sull'occupazione.
    "La spesa farmaceutica - ha chiarito Cattani in riferimento alle notizie dei giorni scorsi ed ai chiarimenti richiesti dal ministro della Salute all'Aifa proprio in merito ad una crescita fuori controllo della spesa per i farmaci - per un verso non può che crescere ed i motivi sono chiari: c'è un invecchiamento progressivo della popolazione, aumenta l'incidenza delle malattie ma aumenta anche l'innovazione, e la spesa cresce laddove c'è innovazione che è un grande valore". Ci sono però anche risparmi che arrivano dalla spesa farmaceutica territoriale, ha spiegato, con lo spostamento di classi di farmaci nelle farmacie e più vicini ai cittadini. Secondo Cattani, tuttavia, "il punto di fondo è che noi stiamo comunque parlando del 15,3% dell'investimento in salute rispetto al finanziamento complessivo del Fondo sanitario, perdendo di vista il restante 85% che sono i fondi che vanno alle regioni per coprire tutti gli altri oneri, e quanta efficacia c'è in questa parte? Nessuno lo sa".
    Altro elemento sottolineato è la crescita in atto del settore farmaceutico: nel 2025, ha annunciato cattani, "l'occupazione è cresciuta dell'1,5% rispetto il 2024, raggiungendo i 72.200 mila addetti". Più in generale, nell'arco 2019-2025, la crescita dell'occupazione è stata del +10% (contro il +5% del totale dell'economia). L'occupazione femminile, nello stesso periodo, è cresciuta del +15% (contro il +5% degli uomini) e le donne sono il 45% dell'occupazione (contro il 28,6% della media manifatturiera). Cresciuta anche l'occupazione tra i più giovani: gli under-35 fanno registrare il +25% (contro il 6% degli over 35). Sempre più pressante resta, inoltre, la necessità di avere ben presente lo scenario geopolitico perchè, avverte Cattani, "stanno cambiando anche le logiche di geolocalizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo e nell'accesso a nuovi farmaci e vaccini. Dobbiamo cioè evolvere le nostre strategie, perchè Usa e Cina stanno investendo molto e c'è un cambiamento delle regole per aumentare la loro attrattività". In quest'ottica, conclude il presidente di Farmindustrria, "crediamo che il governo italiano debba avere una voce forte sulla Commissione europea per lavorare su prevenzione e innovazione farmaceutica come investimento nei bilanci dei paesi europei".