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(ANSA) - ROMA, 17 AGO - "Non è corretto tradurre le nuove sentenze in una regola generale secondo cui il cannabidiolo è acquistabile solo con ricetta medica non ripetibile. La questione resta aperta, perché il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di giustizia dell'Ue di pronunciarsi sulla compatibilità della normativa italiana con il diritto europeo e ha sospeso il decreto". Lo chiarisce l'associazione Canapa Sativa Italia, che riunisce una rete di oltre 400 aziende della filiera, commentando le due sentenze con cui il Tar del Lazio ha respinto, il 14 agosto, altrettanti ricorsi sul Cbd.
La vicenda normativa risale al 2020, quando un primo decreto venne adottato e poi sospeso, fino al nuovo provvedimento del 2024, oggi al centro del contenzioso, che inserisce nella tabella dei medicinali le composizioni per uso orale di Cbd (composto estratto dalla pianta della Cannabis sativa ma che, diversamente dal Thc, non ha effetti psicotropi), prevedendo per queste la prescrizione medica non ripetibile. Restrizioni contro cui si sono espresse anche diverse organizzazioni della filiera agricola.
Tornando ai nuovi ricorsi respinti dal Tar, "il primo - precisa l'associazione - era stato presentato dalla società Cbweed e riguardava il decreto del ministero della Salute del 27 giugno 2024 con gli atti collegati; il secondo, della società Crystal, la successiva circolare ministeriale nella parte relativa ai cosmetici. Ma la questione giuridica non è chiusa".
Entrambe le sentenze richiamano infatti il precedente Tar n.
7513 del 2025, a sua volta oggetto di uno dei tre giudizi pendenti al Consiglio di Stato sul decreto. Palazzo Spada, dopo averne sospeso l'efficacia in sede cautelare, con tre ordinanze pubblicate il 3 agosto ha rimesso alla Corte di giustizia Ue le questioni sulla compatibilità della disciplina italiana con il diritto europeo e ha sospeso i tre giudizi di appello in attesa della decisione di Lussemburgo. "A seguito della sospensione - conclude Canapa Sativa Italia - il ministero della Salute aveva chiarito che, venuta meno l'efficacia del decreto, cessano le relative misure di controllo previste in farmacia". (ANSA).


