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Cinque leve operative, se applicate, potrebbero favorire l'integrazione tra ospedali e territorio in oncologia: governance unica, Pdta vincolanti, coinvolgimento del medico di famiglia, oncologo transmurale e piani di cura strutturati per la lungovivenza dei pazienti. Lo rileva il documento "Transizione Ospedale-Territorio in Oncologia", del Gruppo di Lavoro Cipomo-FnomCeO, condiviso con Fimmg e Sumai e presentato al 30° Congresso Nazionale Cipomo a Roma.
"La transizione ospedale-territorio in oncologia è cruciale per garantire continuità assistenziale e migliore qualità di vita, anche alla luce della cronicizzazione di molte malattie tumorali e della riduzione dei posti letto ospedalieri", spiega Paolo Tralongo, presidente Cipomo. Esperienze già documentate mostrano come modelli territoriali possano ridurre spostamenti, frammentazione delle cure e impatto ambientale, migliorando la vita di quasi 4 milioni di pazienti in Italia. Per Filippo Anelli, presidente FnomCeO, "l'obiettivo è costruire un continuum assistenziale guidato da un gruppo multidisciplinare, capace di garantire appropriatezza delle cure e sostenibilità del Ssn. Accompagnare la persona in tutte le fasi della malattia - spiega- richiede una forte integrazione tra strutture ospedaliere e servizi territoriali, dai Medici di Medicina Generale alle Case della Comunità, fino all'Assistenza Domiciliare Integrata (Adi)". Il documento cita come esempio il modello territoriale di Piacenza, che ha coinvolto 2.132 pazienti e permesso di evitare 1,97 milioni di chilometri di spostamenti, riducendo di 241 tonnellate le emissioni di CO₂.
Esteso a livello nazionale, il risparmio stimato potrebbe superare i 70 milioni di chilometri all'anno. "Per il medico di medicina generale - dichiarano Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg e Letizia Angeli che ha seguito il progetto - la presa in carico del paziente oncologico non si esaurisce nella fase ospedaliera; rappresenta il riferimento stabile per la persona, ma questo ruolo può funzionare davvero solo dentro una reale integrazione con oncologi e servizi territoriali". Tra gli strumenti essenziali, anche la cartella clinica unica interoperabile, integrata nel Fascicolo Sanitario Elettronico, e il monitoraggio sistematico di indicatori di processo ed esito.
Il documento sarà condiviso con Agenas e Ministero della Salute per tradurre le cinque leve in linee operative regionali.


