BOLZANO. Nei giorni scorsi, il Four Points by Sheraton di Bolzano ha ospitato un congresso internazionale dedicato alle commozioni cerebrali negli sport invernali, patrocinato dalla Sezione di Neurotraumatologia della Società Italiana di Neurochirurgia. L’iniziativa ha riunito neuroscienziate e neuroscienziati di primo piano provenienti dall’Italia, dall’Europa e da Oltreoceano, offrendo un quadro aggiornato sulle più recenti acquisizioni scientifiche in materia.
 

Il congresso è stato presieduto dal dottor Andreas Schwarz, primario del Reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Bolzano, con la direzione scientifica del dottor Pier Paolo Berti. Nel corso dei lavori è emerso come non solo i traumi cranio-encefalici gravi, ma anche le commozioni cerebrali lievi e ripetute possano comportare conseguenze significative a lungo termine, incidendo sulle funzioni cognitive, sull’equilibrio psicologico e sulla qualità della vita.
 

La mattinata di venerdì è stata dedicata in particolare ad atleti, allenatori e società sportive, con un taglio divulgativo e pratico. Sono stati affrontati temi quali epidemiologia, primo soccorso, strategie di return-to-play e rischi legati alla sindrome da secondo impatto. Ampio spazio è stato riservato alle testimonianze del mondo sportivo: in un’intervista video lo sciatore altoatesino Dominik Paris ha raccontato la propria esperienza, mentre Daniel Frank dell’Hockey Club Bolzano, Matthias Rindone dell’Hockey Club Gherdëina e le ex sciatrici Verena Stuffer e Johanna Schnarf sono intervenuti dal vivo.
 

Il secondo giorno ha avuto un taglio esclusivamente scientifico, con relazioni dedicate alla gestione dei traumi cranici lievi, agli effetti a lungo termine e alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, dall’imaging avanzato ai biomarcatori ematici, fino all’intelligenza artificiale. L’obiettivo del congresso è stato rafforzare la consapevolezza sui rischi neurologici delle commozioni cerebrali e promuovere una cultura della prevenzione.