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BOLZANO. La pandemia ha ampliato le disuguaglianze scolastiche e lasciato conseguenze psicologiche su bambini e adolescenti, con difficoltà che ancora oggi risultano superate soltanto in parte. È il quadro emerso mercoledì 28 ottobre 2026 durante le audizioni della commissione d’inchiesta del Consiglio provinciale di Bolzano sulla gestione dell’emergenza Covid-19 tra il 2020 e il 2023.
«L’equità in ambito formativo è sempre una questione fondamentale nei periodi di crisi», ha sottolineato la presidente della commissione Brigitte Foppa. La didattica a distanza ha messo in evidenza le profonde differenze tra le famiglie, soprattutto nella disponibilità di computer, connessioni internet adeguate e spazi domestici per seguire le lezioni. Un divario sociale che, secondo Foppa, durante la pandemia si è ulteriormente allargato e che oggi è stato recuperato soltanto parzialmente.
Particolarmente preoccupanti anche le conseguenze sul benessere psicologico dei più giovani. «È emerso chiaramente un aumento dei problemi psicologici tra bambini, bambine e giovani», ha spiegato Foppa, ricordando che anche le crisi successive alla pandemia hanno contribuito ad aggravare la situazione. Da qui la necessità di rafforzare il sostegno pedagogico e sociale e di potenziare i servizi di assistenza psicologica nelle scuole dell’Alto Adige.
Nel corso delle audizioni sono intervenuti rappresentanti sindacali e del personale scolastico. La commissione ha ascoltato anche Heidrun Goller, ex presidente della consulta provinciale dei genitori in lingua tedesca, e Ivan Gufler, già presidente della consulta provinciale degli alunni. Le testimonianze hanno ricostruito le difficoltà provocate dalle chiusure scolastiche, dalle limitazioni alla frequenza e dalla continua incertezza organizzativa.
«Con il progredire della pandemia la situazione è diventata sempre più pesante e gravosa», ha riferito Foppa, evidenziando soprattutto l’impossibilità per molte famiglie di pianificare la propria quotidianità. Un ulteriore elemento critico riguarda lo scarso coinvolgimento degli organismi consultivi nelle scelte adottate durante l’emergenza. Le loro osservazioni, secondo quanto riferito dalla presidente, «hanno avuto scarso ascolto sia a livello sociale sia da parte dei responsabili politici».
L’ultima parte dei lavori è stata dedicata alle misure sanitarie. In videoconferenza è intervenuta Ines Kappstein, medica tedesca specializzata in igiene ospedaliera ed epidemiologia. In particolare, secondo quanto riportato da Foppa, l’esperta ha espresso una valutazione critica sull’obbligo delle mascherine all’aperto e nelle scuole, ritenendolo non necessario né opportuno. Una posizione personale illustrata nell’ambito delle audizioni della commissione.


