PHOTO
La variante BA.3.2 (ribattezzata Cigada), la cui diffusione da qualche giorno ha guadagnato attenzione negli Stati Uniti, è presente in Italia almeno da dicembre 2025 e da febbraio è diventata dominante senza un particolare impatto su contagi e ricoveri da Covid. È quanto si evince dai monitoraggi settimanali del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità.
La variante è stata identificata la prima volta a novembre 2024 e lo scorso dicembre, dopo indicazioni relative a un aumento della sua diffusione in Australia e in alcuni Stati Usa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha realizzato una prima valutazione sulle sue caratteristiche e i potenziali rischi.
Dall'analisi, realizzata quando la variante era responsabile dell'1,7% delle infezioni su scala globale, non emergono particolari elementi di preoccupazione: se da una parte, BA.3.2 ha una maggiore capacità di sfuggire al sistema immunitario in virtù delle molte differenze rispetto ai ceppi che sono circolati di recente, dall'altra sembra meno infettiva e meno in grado di moltiplicarsi. Inoltre, non sembra causare "malattie più gravi, problemi nei test diagnostici o resistenza agli antivirali".
Per questa ragione, l'Oms conclude che "sulla base delle prove attuali, BA.3.2 non sembra presentare ulteriori rischi per la salute pubblica oltre a quelli associati ad altri lignaggi discendenti da Omicron attualmente in circolazione, sebbene il suo marcato profilo di evasione immunitaria giustifichi un continuo monitoraggio virologico ed epidemiologico".
Quanto alla diffusione in Italia, a febbraio, secondo il monitoraggio ministero Iss, i campioni attribuibili alla variante BA.3.2 rappresentavano il 45% del totale; a seguire le varianti XFG (34%) e NB.1.8.1 (15%). Tra le tipologie di BA.3.2 (sottolignaggi) quella attualmente più diffusa è quella RE.2.1.
Secondo l'ultimo bollettino, al 25 marzo l'occupazione dei posti letto in area medica da parte di pazienti con Covid è pari a 0,6% (390 ricoverati), stabile rispetto alla settimana precedente. Stabile anche il numero di nuovi casi, pari a 1 caso per 100 mila abitanti. In aumento l'indice di trasmissibilità Rt (1,02 rispetto a 0,73 della settimana precedente) e le reinfezioni.


