Sviluppato un biosensore indossabile che si appiccica nella bocca e rileva l'infiammazione orale con estrema precisione e a livelli bassissimi, consentendo potenzialmente uno screening precoce e non invasivo per le malattie gengivali. Messo a punto dai ricercatori della Texas A&M University, il sensore adesivo è stato testato in un lavoro apparso su Science Advances.

Attualmente, per rilevare le malattie gengivali è necessario che il dentista pratichi un esame visivo, cosa che spesso si traduce, se il paziente non si sottopone a controlli regolari, in una diagnosi solo dopo l'inizio del danno tissutale.

 I ricercatori Usa hanno progettato un biosensore indossabile e adesivo ai tessuti che rileva i biomarcatori dell'infiammazione nella bocca con precisione molecolare.

 Il sensore multistrato è in grado di funzionare nell'ambiente orale umido e di rimanere attaccato mentre parliamo e mangiamo. Lo strato di rilevamento specializzato del cerotto agisce sulla proteina del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α), un biomarcatore chiave per l'infiammazione. La proteina TNF-α è una citochina quasi sempre coinvolta nell'infiammazione associata alle infezioni dei tessuti molli.

I ricercatori hanno testato il cerotto non invasivo per ora solo su modelli animali, perché sono relativamente facili da gestire e condividono diverse caratteristiche simili con gli esseri umani, in particolare per quanto riguarda l'infiammazione orale, scrivono gli esperti.  I test preclinici hanno dato buoni risultati: il cerotto si è rivelato molto sensibile, già a bassi livelli di infiammazione.

Naturalmente il dispositivo andrà testato sulle persone; se risultasse sensibile e preciso potrebbe divenire un altro strumento per il dentista per individuare la presenza di infiammazione gengivale agli esordi, cioè anche quando il paziente non presenta ancora segni evidenti di gengivite. Quindi potrebbe consentire un preventivo intervento a favore di coloro che risultano essere maggiormente predisposti a questo tipo di patologie. (ANSA).