BOLZANO. È assai frequente che molte persone non sappiano a chi rivolgersi in caso di problemi di salute non urgenti. Da questo presupposto nasce anche in Alto Adige il 116117, il nuovo numero unico europeo per le cure non urgenti che in Trentino è già attivo.

A partire da maggio, nel Comprensorio sanitario di Bolzano e dintorni, avrà inizio un periodo di sperimentazione per questa chiamata, che offre orientamento per questioni mediche non urgenti 24 ore su 24. Operatori formati rispondono a quesiti medici, effettuano una prima valutazione dei disturbi e indicano agli utenti quale sia l'assistenza più adeguata nei diversi casi specifici: medico di famiglia, Casa di comunità (a Bolzano apre all'interno del distretto Gries San Quirino in piazzetta Loew Cadonna) o altri servizi e offerte.

Nella seduta di venerdì 20 marzo la giunta provinciale ha approvato il progetto per l'attivazione del nuovo numero unico. «Con il 116117 creiamo un punto di riferimento chiaro e ben collegato per tutte le questioni non urgenti, dove i pazienti ricevono un supporto rapido, semplice e adeguato», sottolinea l'assessore provinciale alla Sanità Hubert Messner. Il numero di telefono ha lo scopo di semplificare l'accesso all'assistenza sanitaria adeguata e, allo stesso tempo, di alleggerire sensibilmente il carico di lavoro del Pronto soccorso, afferma.
 

Progetto pilota da maggio
La fase di test del nuovo numero di assistenza copre l'area del Comprensorio sanitario di Bolzano e scatterà a maggio. Dopo la fase di sperimentazione a Bolzano, il modello sarà esteso gradualmente in tutto il territorio provinciale. La sede della nuova prima centrale operativa si trova presso l'ospedale di Bolzano e garantirà un servizio continuativo 24 ore su 24, sette giorni su sette. La centrale operativa è gestita da 14 operatori, supportati da personale infermieristico e medico. Per la valutazione iniziale medica delle chiamate o la consulenza telefonica il personale appositamente formato dispone di procedure standardizzate e strumenti informatici.

Fondi: 1,9 milioni

Per l'anno in corso, a sostegno del progetto, è previsto un investimento pari a 1,9 milioni di euro. Lo stanziamento è a carico dell'Asl. I relativi fondi sono già stati stanziati dalla Provincia. La fase di test è seguita e documentata dall'Ufficio Assistenza sanitaria.

Medicina, nuovo accordo

Via libera dalla giunta provinciale all' accordo tra l'Università Cattolica del Sacro Cuore, Asl e Polo Universitario delle Professioni Sanitarie Claudiana che disciplina le modalità di collaborazione in materia di insegnamento, ricerca e assistenza ai pazienti, nonché la cooperazione per la formazione clinica.«Con questo accordo - dice l'assessore Hubert Messner - colleghiamo il corso di laurea in Medicina offerto a Bolzano con la quotidianità clinica e l'assistenza sanitaria pratica nella rete ospedaliera altoatesina. Completiamo il modello di formazione medica, lo avviciniamo alla pratica clinica e all'assistenza alle persone: un aspetto, questo, che rafforza al contempo l'assistenza sanitaria in Alto Adige oggi e la professione medica del futuro». L'accordo disciplina anche i tirocini che gli studenti di Medicina di Bolzano svolgono presso l'sl. Medici e operatori sanitari assumono in questo contesto attività didattiche e di tutoraggio.

A tal fine, l'Università si avvale delle strutture e dei servizi Asl. Allo stesso tempo, la qualità dell'assistenza rimane garantita, poiché vengono rispettati tutti i requisiti legali, tra cui il bilinguismo. Secondo Messner, l'accordo mira a rafforzare la didattica, la ricerca e l'innovazione e a garantire che le nuove scoperte della medicina giungano rapidamente alla pratica clinica.

I progetti di ricerca saranno pianificati congiuntamente dall'Università, dall'Asl e dalla Claudiana. I corsi di specializzazione esistenti, compreso il modello transfrontaliero con l'Austria, rimangono pienamente in vigore. L'accordo attua operativamente il protocollo d'intesa strategico con l'Università Cattolica siglato nel 2023. Le linee guida statali fungono da quadro di riferimento, ma vengono adattate all'autonomia altoatesina. Per l'attività didattica aggiuntiva dei professori presso l'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige sono necessari investimenti pari a circa 500.000 euro all'anno. Tali fondi sono previsti nel bilancio sanitario della Provincia e saranno finanziati dall'Asl.