(ANSA) - PORDENONE, 28 GEN - E' frutto di uno studio avviato dall'Università di Padova, con una borsa di ricerca finanziata dall'Associazione sclerosi laterale amiotrofica (Asla) - sezione di Pordenone, un nuovo risultato nella ricerca sulla Sla. Il lavoro, iniziato un anno fa da Edoardo Girotto, impegnato in un progetto scientifico dedicato alla Sla, ha consolidato le attività sperimentali e di analisi con l'obiettivo di caratterizzare nel muscolo le alterazioni di due proteine di grande rilievo nei meccanismi neurodegenerativi: TDP-43, nota per la formazione di aggregati tossici tipici della Sla, e p-Tau, recentemente associata al processo patologico della malattia.
Studi recenti indicano che il muscolo scheletrico non è solo "bersaglio" della perdita dei motoneuroni, ma può essere coinvolto fin dalle prime fasi dei processi patologici. Per questo, il muscolo potrebbe diventare una sorgente di biomarcatori utile a diagnosi precoce e conseguente presa in carico dei pazienti. Il lavoro prevede l'esplorazione della relazione tra questi marker biologici e i dati clinici, per individuare caratteristiche specifiche e potenzialmente utili alla stratificazione e al monitoraggio della malattia.
"La forza di questo progetto non è solo il tema, ma anche la preziosa disponibilità di campioni di muscolo scheletrico provenienti da oltre 600 pazienti affetti da Sla e conservati nella Biobanca del Centro neuromuscolare dell'Azienda ospedale università di Padova", sottolinea il professor Gianni Sorarù, responsabile della ricerca. (ANSA).
Dai muscoli risposte sulla diagnosi precoce della Sla
28 gennaio 2026 • 15:24

