Più prevenzione, attenzione al territorio, maggiore equità fiscale, assicurazioni integrative anche a carattere mutualistico e non profit. Sono alcune delle leve su cui intervenire per contrastare le diseguaglianze di salute in Italia. Le proposte sono arrivate nel corso della presentazione del rapporto "Quando i soldi non bastano - Il razionamento sanitario in Italia", presentato oggi a Roma.
    "Per contrastare le disuguaglianze servono interventi complessi e articolati: maggiori investimenti nella sanità, riportandoli in linea con quelli di altri paesi europei, ma soprattutto una medicina di territorio che sappia prendere in carico le cronicità e dare risposte alle tante situazioni di non autosufficienza", ha commentato Raffaella Dispenza, vicepresidente nazionale delle Acli.

    La gamma di proposte avanzate è ampia. Innanzitutto un potenziamento del sistema pubblico, in particolare intervenendo sui Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e sulla prevenzione.
    "L'allungamento della vita media ha modificato tutto quello che il cittadino può ottenere dal nostro sistema sanitario. Per diventare sostenibili e mantenere le cure dobbiamo implementare le strategie di prevenzione. Occorre, quindi, educare e informare la popolazione", ha affermato Anna Maria Colao, vice presidente del Consiglio Superiore Sanità e presidente della Fondazione Forme.
    Fondamentale la valorizzazione del territorio, con le 'case di comunità', ma anche con aumentando la disponibilità di quelle prestazioni differibili ma essenziali come visite specialistiche, diagnostica, follow-up e cure croniche. Ridurre i tempi di attesa in questi ambiti potrebbe ridurre la necessità di ricorrere al privato e potrebbe essere possibile integrando Stato, mercato e comunità.

    Tra le proposte anche interventi sul fronte economico: sul piano fiscale si propongono misure che introducano meccanismi di rimborsabilità anche per i redditi più bassi, ma anche il rafforzamento di forme di assicurazione sanitaria integrativa a carattere mutualistico e non profit. Importanti anche politiche di acquisto di dispositivi medici che premino la sostenibilità sociale e la trasparenza. Infine la misurazione sistematica del razionamento sanitario.

    In questo ambito spazio anche a esperienze innovative: "Il credito cooperativo è da anni impegnato ad esprimere valori ed attività che vanno oltre la banca. Noi, infatti, siamo presenti sui territori e nelle comunità di cui siamo espressione e abbiamo ben presente che non è più sufficiente fare solo la banca, ma qualcosa di più. Per questo siamo impegnati, con le nostre mutue, in progetti di welfare dove siamo orientati a fornire servizi di tipo sanitario", ha concluso Augusto dell'Erba, presidente Federcasse Bcc.