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Dieci giovani provenienti da Ivano-Frankivsk, nell'Ucraina occidentale, lasceranno per qualche giorno una terra profondamente segnata dalla guerra per vivere un'esperienza di crescita, condivisione e formazione a bordo di Nave Italia, il brigantino della Fondazione Tender To Nave Italia Ets. Dal 28 luglio al primo agosto, lo storico brigantino vedrà la Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia protagonista di un progetto educativo che avrà luogo lungo la costa palermitana.
Il progetto, utilizza l'esperienza della vita a bordo come strumento educativo per favorire la crescita personale e l'inclusione sociale di giovani che hanno vissuto situazioni di particolare vulnerabilità. Durante i cinque giorni i partecipanti saranno coinvolti nella vita quotidiana della nave attraverso piccoli incarichi pratici, attività laboratoriali, escursioni, momenti di confronto, debriefing serali e sessioni di mindfulness, supportati da un project manager di Fondazione Tender to Nave Italia e dell'equipaggio della Marina Militare.
L'iniziativa si inserisce nel più ampio impegno che la Confederazione porta avanti in Ucraina. Proprio a Ivano-Frankivsk, infatti, nel 2025 è stata fondata, con il sostegno della Confederazione, la prima Misericordia ucraina, oggi punto di riferimento per la comunità locale attraverso attività di assistenza, formazione e promozione del volontariato.
"Da oltre due anni siamo accanto al popolo ucraino con aiuti umanitari, assistenza e progetti concreti - spiega il presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia, Domenico Giani -. Oggi compiamo un passo ulteriore, investendo sui giovani, perché saranno loro a costruire il futuro delle proprie comunità".
"Il mare e la vita di bordo insegnano che nessuno raggiunge la meta da solo - aggiunge Angela Campo, project manager di Fondazione Tender to Nave Italia -. Su Nave Italia ogni giovane è chiamato a mettersi in gioco, a prendersi cura degli altri e a scoprire il valore della collaborazione. È proprio questo lo spirito che vogliamo trasmettere ai ragazzi che saliranno a bordo: la consapevolezza che, anche dopo le difficoltà, è possibile ricostruire legami, rafforzare il senso di comunità e diventare protagonisti del cambiamento".


