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BOLZANO. Entro il 2050 potrebbero essere 8.700 le persone affette da demenza in Alto Adige. Una prospettiva legata al progressivo invecchiamento della popolazione che impone di rafforzare diagnosi, cure e sostegno alle famiglie. La Giunta provinciale ha approvato il nuovo Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale per la demenza e l'Alzheimer, che sarà valido dal 2026 al 2028 in tutto il territorio altoatesino.
Per la prima volta viene introdotto un quadro di riferimento vincolante a livello provinciale, con l'obiettivo di coordinare meglio sanità e servizi sociali. Un ruolo centrale viene assegnato ai medici di medicina generale nell'individuazione precoce della malattia, ma lo screening dovrà essere rafforzato anche nei pronto soccorso, nei reparti ospedalieri e nelle residenze per anziani. «Una patologia dementigena modifica radicalmente la vita delle persone colpite e dei loro familiari», sottolinea l'assessore Hubert Messner, evidenziando la necessità di un sostegno tempestivo.
Il piano punta inoltre a potenziare i Centri per i Disturbi cognitivi e le Demenze, che avranno un ruolo chiave nella diagnosi precoce, nell'assistenza successiva e nel coordinamento della rete. Previsti anche un coinvolgimento tempestivo dell'assistenza infermieristica domiciliare e, quando necessario, delle cure palliative, oltre a una maggiore attenzione alle terapie non farmacologiche. L'assessora Rosmarie Pamer ricorda anche l'assegnazione d'ufficio dell'assegno di cura in presenza di una diagnosi certificata di demenza.
Nascerà infine un Tavolo provinciale permanente con rappresentanti di sanità, politiche sociali e Azienda sanitaria, al quale saranno coinvolti anche familiari e terzo settore. Dovrà monitorare la rete e preparare il futuro Piano provinciale demenze. Per l'attuazione del nuovo percorso sono disponibili 150 mila euro nel 2026 e altri 300 mila negli anni successivi, destinati soprattutto a diagnosi precoce, trattamento, assistenza e monitoraggio.


