Oggi in Italia solo il 34% delle donne sono impegnate nelle discipline Steam (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) ma addirittura una percentuale ancora più esigua, il 26%, svolge attività direttamente legate all'utilizzo dell'intelligenza artificiale.
    La conferma viene da un'indagine dell'Unesco che sottolinea quanto ancora sia forte il divario da colmare per giungere ad una parità di genere. Un divario che riguarda anche la radiologia, settore in cui l'IA sta già trasformando profondamente la pratica clinica. In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, che ricorre l'11 febbraio, la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), ha promosso al Centro diagnostico italiano a Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco, l'edizione 2026 su 'Intelligenza artificiale: conoscenza, responsabilità e partecipazione'.
    "L'IA sta aprendo scenari affascinanti anche in radiologia ma la scarsa presenza femminile impone una riflessione profonda e un deciso cambio culturale. tutto a vantaggio dei pazienti - sostiene Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale della Sirm -.
    L'applicazione dell'IA alle apparecchiature radiologiche consente oggi di ottimizzare la performance diagnostica a livelli mai raggiunti, personalizzando il settaggio delle macchine sul singolo paziente". "Una rivoluzione però che va governata e gestita al meglio - spiega Stefania Montemezzi, presidente della Commissione diversità, equità e inclusione della Sirm -. Per questo dobbiamo incrementare il ruolo delle donne nelle aree Steam con un cambio di punto di vista e un maggiore impegno verso l'inclusione. L'Italia è un Paese che storicamente ha spinto meno le donne verso gli studi e le professioni scientifiche ma per fortuna stiamo assistendo ad una inversione di tendenza, anche nelle posizioni apicali". "La sottorappresentazione femminile, in particolare nei settori ad alto contenuto tecnologico come l'intelligenza artificiale è il risultato di scelte culturali e organizzative che vanno corrette - sottolinea Rossana Berardi, presidente eletta di Aiom -.
    Finalmente, non solo in radiologia ma in tutta la medicina, oncologia compresa, si sta prendendo piena consapevolezza di quanto sia indispensabile anche lo sguardo femminile, capace di portare punti di vista differenti e di rinnovare linguaggi e approcci in ogni contesto professionale".