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Le donne sono e saranno in futuro le principali utilizzatrici dei farmaci per obesità e diabete, gli agonisti dei recettori del GLP-1 (GLP-1 RA), ma resta ancora molto da fare per analizzare gli effetti specifici di questi farmaci sulle pazienti e garantire un accesso equo a livello globale. È quanto emerge da una ricerca presentata a Milano al congresso Easd e condotta da Paul Franks della Università di Lund e Ospedale di Helsingborg in Svezia e Claire Meek del Leicester Diabetes Research Centre.
Secondo quanto riferito sullo studio, pubblicato contemporaneamente su The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women's Health, nel 2021, si stimava che il 46,7% delle donne e il 43,4% degli uomini soffrisse di sovrappeso o obesità, quote destinate a raggiungere il 60,3% delle donne e il 57,4% degli uomini entro il 2050.
La perdita di peso ottenuta con i GLP-1 RA è maggiore nelle donne rispetto agli uomini, sebbene i miglioramenti nel controllo glicemico siano paragonabili. Tuttavia anche la frequenza complessiva degli effetti collaterali segnalati per l'assunzione di questi farmaci è più elevata tra le donne - specie per sintomi quali di mal di testa, vomito e vertigini.
Secondo i ricercatori sono dunque necessari ulteriori studi per quantificare il profilo degli effetti collaterali nelle donne e sviluppare strategie per mitigarli.
Le donne rappresentano la categoria di utilizzatori prevalente di agonisti dei recettori del GLP-1, riflettendo sia le necessità cliniche sia le pressioni sociali legate al genere; sebbene l'uso tra le donne sia già molto diffuso a livello globale, il ricorso a questi farmaci continua a crescere sia nella popolazione femminile che in quella maschile, conclude lo studio.


