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BOLZANO. Cresce l’attenzione sul fenomeno del doping e sulla sua diffusione anche al di fuori dello sport professionistico. Se ne è parlato a Castel Mareccio durante il convegno «Doping – Conoscere per prevenire», promosso dal Servizio di Medicina dello Sport e dell’Esercizio fisico e dal Dipartimento Prevenzione dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. L’iniziativa, sostenuta anche dal patrocinio del quotidiano Alto Adige e del Verband der Sportvereine Südtirols (VSS), si inserisce in un progetto più ampio previsto dal Piano provinciale della Prevenzione.
All’incontro hanno preso parte rappresentanti del mondo sanitario, sportivo e dell’informazione. Tra i presenti anche il direttore del quotidiano Alto Adige, Valentino Beccari, a conferma dell’attenzione verso un tema che coinvolge non soltanto l’ambito agonistico ma anche aspetti culturali e sociali sempre più diffusi.
Sempre più spesso l’uso di sostanze dopanti non riguarda soltanto la ricerca della prestazione sportiva. Tra i fattori che incidono emergono anche pressioni sociali, aspettative personali e modelli estetici percepiti come irraggiungibili. Un fenomeno che coinvolge in particolare giovani e sportivi dilettanti, spesso esposti a informazioni non corrette diffuse attraverso social network, web e passaparola.
«Lo sport dovrebbe darci forza e farci divertire, non metterci sotto pressione», ha sottolineato Peter Brunner, assessore provinciale allo Sport. Anche Josef Widmann, direttore sanitario dell’Azienda sanitaria, ha richiamato l’attenzione sui rischi per la salute: «Molte persone non sanno cosa assumono e possono andare incontro a problemi molto seri». Tra gli obiettivi del progetto ci sono formazione, informazione e prevenzione per promuovere uno sport più consapevole e responsabile.


