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(ANSA) - ROMA, 19 OTT - E' nella matrice extracellulare, cioè il materiale che riempie lo spazio tra una cellula malata e l'altra, la nuova frontiera della ricerca sui tumori. Se infatti è densa, può rendere il tumore più aggressivo, favorire le metastasi e sbarrare la strada alle cure. E' il tema al centro dell'8/o Workshop di Oncologia Traslazionale che oggi e domani riunisce all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire) esperti internazionali, in collaborazione con il Manchester Cell-Matrix Centre dell'Università di Manchester e il Cancer Research UK Manchester Institute.
"Per molto tempo, spiegano all'Ifo, "la matrice è stata considerata una semplice impalcatura. Oggi sappiamo che non è così. È una struttura dinamica, che viene continuamente costruita e rimodellata e che, nel tumore, condiziona il comportamento delle cellule. Può essere più densa o più lassa, più rigida o più morbida, e le cellule lo avvertono trasformano queste percezioni in segnali che regolano l'attività dei geni coinvolti nella crescita del tumore, nella sua capacità di invadere altri tessuti e nella resistenza alle cure".
"È un dialogo continuo, in cui tumore e microambiente si rafforzano a vicenda - spiega Giovanni Blandino, direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena -. Per decenni abbiamo colpito la cellula tumorale. Le terapie di domani dovranno interrompere anche questo scambio". Interrompere, però, non significa distruggere tutto. "Non tutte le cellule che circondano il tumore lavorano per lui, alcune lo contrastano - sottolinea Blandino -. È il caso di una parte dei fibroblasti, le cellule che producono la matrice: alcuni favoriscono il tumore, altri lo frenano. Questi ultimi vanno rafforzati, non eliminati". Il tumore del pancreas, rilevano gli esperti dell'Ifo, "è l'esempio più emblematico. È spesso circondato da un tessuto fibroso così denso da ostacolare la distribuzione dei farmaci e l'azione delle cellule immunitarie". Grazie alle analisi molecolari spaziali, alle tecnologie di imaging e ai modelli tridimensionali, concludono, "gli scienziati possono studiare con maggiore precisione le interazioni tra cellule tumorali, matrice e sistema immunitario, alla ricerca di nuovi indicatori biologici e possibili bersagli terapeutici". (ANSA).


