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GINEVRA - L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) "sta crescendo in modo esponenziale" e la sua diffusione supera la "nostra capacità di risposta" ha ammonito oggi a Ginevra venerdì Julien Harneis, coordinatore capo delle Nazioni Unite per l'Ebola. "Negli ultimi tre mesi sono morte 2.500 persone, metà delle quali negli ultimi 20 giorni. L'epidemia si sta diffondendo ed ora copre "un'area più grande della Francia". L'epidemia - ha affermato in un briefing per la stampa - si sta intensificando ed espandendo più velocemente degli sforzi messi in atto in tutta la regione", ha detto in videocollegamento da Bunia, nella RDC.
NAIROBI - A quasi 100 giorni dall'inizio dell'epidemia del virus ebola nella Repubblica Democratica del Congo, l'organizzazione Medici Senza Frontiere (Msf) lancia l'allarme sulla diffusione della malattia, definendola la più grande e mortale nella storia del Paese, come già aveva dichiarato l'Organizzazione mondiale della Sanità. Secondo Msf, nell'ultima settimana i decessi sono stati registrati a un ritmo allarmante di circa uno ogni mezz'ora.
"Questa epidemia continua a diffondersi e procede più velocemente della risposta messa in campo", afferma il presidente internazionale di Msf, Javid Abdelmoneim, chiedendo di rafforzare con urgenza l'identificazione precoce dei casi, il trasferimento sicuro dei pazienti, la formazione degli operatori sanitari e il coinvolgimento delle comunità locali. Msf è attualmente impegnata nella risposta all'emergenza in 5 province della RDC, dove gestisce sei centri di trattamento con oltre 430 posti letto e impiega più di 1.400 operatori. Dall'inizio dell'epidemia, fino al 16 agosto, le autorità congolesi hanno registrato oltre 5.000 casi confermati e più di 2.400 morti. Oltre il 60% dei decessi è avvenuto fuori dai centri di trattamento. "Segno - sottolinea l'organizzazione -, di una risposta ancora insufficiente sul territorio".


