(ANSA) - ROMA, 14 MAG - La salute della donna passa anche per il controllo del peso. Emerge dai nuovi dati dal Congresso europeo di obesità Eco2026. Rischio cardiometabolico (60,2%), eccesso di peso (56,8%) e salute ossea (55,1%) rappresentano per gli specialisti le priorità principali per le donne in menopausa e in eccesso di peso, secondo quanto emerso dai dati preliminari relativi alla clinical survey W.I.N. Tra i medici il controllo ponderale resta l'aspetto prioritario: il 59,8% dei clinici raccomanda modifiche dello stile di vita, mentre il 38,1% suggerisce un approccio farmacologico. I dati epidemiologici confermano l'urgenza del tema: il 59% delle donne in menopausa va incontro a un aumento di peso e oltre il 43% convive con l'obesità.
"Monitorare il peso e la composizione corporea in questa fase non è solo una questione estetica, ma costituisce un utile strumento per prevenire la sindrome metabolica, il diabete e le malattie cardiovascolari. È importante però riconoscere che, in molti casi, i soli cambiamenti nello stile di vita non sono sufficienti a garantire un calo ponderale consistente e duraturo, specialmente in questa fase di vita, per cui diventa necessario un approccio integrato, talvolta supportato da interventi farmacologici mirati», spiega Simona Bertoli, Professore Ordinario di Scienza dell'Alimentazione e delle tecniche Dietetiche applicate, Università degli studi di Milano, Direttore dei Centri Obesità Lombardia. Durante il Congresso ECO è stata presentata un'analisi post-hoc dello studio STEP UP, che ha evidenziato come le donne con obesità, incluse nella popolazione in studio e trattate con semaglutide abbiano ottenuto una perdita di peso significativa e costante in ogni fase della vita.
«L'eccesso di peso in menopausa incide negativamente anche sui sintomi vasomotori della stessa, accentuando l'intensità e la frequenza di vampate e sudorazioni notturne. Questi sintomi, quando si presentano frequentemente e in modo prolungato, oltre a compromettere la qualità della vita e del sonno, rappresentano un segnale d'allarme per il rischio cardiometabolico, che per la donna dopo i 50 anni aumenta sensibilmente, tanto che oltre il 50% dei decessi femminili in questa fase della vita è riconducibile proprio a malattie cardiovascolari», aggiunge Raffaela Di Pace, Medico chirurgo, specialista in ginecologia e ostetricia e sessuologa clinica presso l'Ospedale San Giuseppe, Milano.
«L'obiettivo clinico non è solo scendere sulla bilancia, ma migliorare la composizione corporea complessiva», dice Fabrizio Muratori, Presidente SIO - Società Italiana Obesità - Sezione Regionale Lombarda, che aggiunge «dai risultati dello studio STEP UP è emerso come semaglutide, nei soggetti con eccesso ponderale, permetta di ottenere una perdita ponderale di circa il 20% del peso corporeo iniziale di cui circa l'84% è attribuibile alla riduzione della massa grassa, preservando al contempo la massa magra e la funzione muscolare. Per le donne in menopausa, già soggette a una naturale tendenza alla sarcopenia e al peggioramento dei parametri antropometrici, salvaguardare il muscolo mentre si riduce il grasso viscerale è la chiave per garantire salute metabolica e sostenibilità dei risultati nel tempo. Ovviamente poi un calo ponderale così consistente permette di determinare un miglioramento del profilo metabolico». (ANSA).
Esperti, il controllo del peso una delle chiavi per la salute della donna
14 maggio 2026 • 07:46

