(ANSA) - ROMA, 20 MAG - "Quello che abbiamo visto durante la pandemia di Covid 19 è che il miglioramento della sanità prima della pandemia è stato il maggior fattore predittivo di come i vari Paesi hanno affrontato l'emergenza sanitaria": lo ha detto Michael Marmot, professore di Epidemiologia presso lo University College di Londra e direttore dell'Institute of Health Equity, al convegno 'I risultati del Sistema di Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni: raccolta dati 2025. Equità, politiche e programmi' all'Istituto superiore di sanità.
"Lo stato della salute pubblica e gli investimenti nelle determinanti sociali della salute prima della pandemia sono stati dunque i migliori predittori di come i Paesi se la sarebbero cavata. Abbiamo invece visto - ha proseguito - come lo stato di preparazione dei Paesi alle pandemie in realtà non ha previsto nulla. C'erano classifiche internazionali su quanto i vari Paesi fossero preparati alla pandemia e gli Stati Uniti e il Regno Unito erano classificati molto in alto. Erano molto ben preparati e invece se la sono cavata malissimo".
Marmot ha osservato inoltre che "nel contesto globale, sappiamo che il Covid ha avuto un grande impatto sull'aspettativa di vita nei diversi Paesi. Gli Stati Uniti sono partiti con l'aspettativa di vita più bassa e hanno registrato il calo maggiore. Scozia, Irlanda del Nord, Germania, Inghilterra e Galles se la sono cavata piuttosto male. In Europa - ha concluso - la pandemia è iniziata presto, c'è stato un calo, ma niente a che vedere con quello registrato negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Slovacchia, Danimarca e Lettonia avevano un miglioramento della salute prima della pandemia e hanno fatto meglio durante la pandemia". (ANSA).
Esperto, 'la sanità pubblica unico fattore per valutare preparazione a pandemie'
20 maggio 2026 • 07:31

