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"Fare sport è sinonimo di vita sana, ma per il sorriso può nascondere un’insidia inaspettata. Praticare attività fisica, soprattutto discipline di resistenza come corsa, ciclismo e nuoto, può infatti favorire condizioni che aumentano il rischio di erosione dentale, una perdita progressiva e irreversibile dello smalto causata dagli acidi. Lo sottolinea Adriano Fratini, socio attivo SIdP". "I dati epidemiologici - spiega - delineano un quadro chiaro. Secondo uno studio europeo basato sull’indice Bewe (Basic Erosive Wear Examination) il 30% dei giovani tra i 18 e i 35 anni presenta già forme avanzate di erosione dello smalto. In Italia il fenomeno interessa circa il 40% della popolazione, pari a quasi 24 milioni di persone, e coinvolge anche bambini e adolescenti. Tra gli sportivi la situazione appare ancora più rilevante: la prevalenza della carie varia dal 15% al 75%, mentre quella dell’erosione dentale può raggiungere valori compresi tra il 19,4% e il 100%, a seconda delle popolazioni studiate. Nonostante ciò, il problema rimane largamente sottovalutato e solo una minoranza degli italiani ne conosce le cause".
A differenza della carie, osserva Fratini, "l’erosione dentale non dipende dai batteri, ma dall’azione diretta degli acidi sui tessuti dentali. Negli atleti questo processo può essere accelerato da diversi fattori. Il consumo frequente di bevande energetiche e isotoniche, caratterizzate da elevata acidità e spesso da un importante contenuto zuccherino, rappresenta uno dei principali responsabili. A ciò si aggiungono la disidratazione e la respirazione durante l’attività fisica, che riducono la produzione di saliva, fondamentale per neutralizzare gli acidi e mantenere il pH orale in equilibrio. Anche alcune condizioni specifiche contribuiscono ad aumentare il rischio. Nei nuotatori e nei pallanuotisti l’esposizione prolungata all’acqua clorata può favorire l’usura dello smalto, mentre negli sport di contatto l’utilizzo del paradenti può prolungare il ristagno degli acidi. Inoltre, gli sforzi intensi possono facilitare episodi di reflusso gastroesofageo, amplificando ulteriormente il fenomeno erosivo".
Il rischio, tuttavia, non riguarda soltanto gli sportivi. "Un’alimentazione ricca di bevande gassate, succhi di frutta, agrumi, pomodori e alcolici, così come alcune terapie farmacologiche, la gravidanza o i disturbi del comportamento alimentare - aggiunge - possono contribuire alla comparsa e alla progressione dell’erosione dentale. La prevenzione rappresenta l’approccio più efficace. In ambito clinico, l’indice Bewe consente di individuare precocemente i segni di usura erosiva e di monitorarne l’evoluzione nel tempo. Fondamentale è anche il ruolo dell’igienista dentale, che può guidare il paziente verso corrette abitudini di igiene orale e alimentazione, oltre a programmare controlli personalizzati in base al livello di rischio". "Mantenere una buona idratazione, limitare la frequenza delle esposizioni acide e utilizzare prodotti specifici per la protezione dello smalto può contribuire a preservare la salute orale. Alcune formulazioni, grazie alla presenza di sostanze funzionali e sistemi tampone a base di fosfato e carnosina, aiutano a proteggere le superfici dentali e a mantenere l’equilibrio del pH nel cavo orale. Prendersi cura della salute della bocca - conclude il socio Fidp - significa completare il percorso di benessere che lo sport aiuta a costruire.“


