(ANSA) - ROMA, 28 LUG - La Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) esprime profonda contrarietà nei confronti del provvedimento governativo che dispone il reintegro nel Servizio sanitario nazionale (Ssn) dei medici radiati durante la pandemia da Covid-19 per aver violato gli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente. La Sigg ritiene che una decisione di tale portata rischi di indebolire un principio fondamentale della sanità pubblica. Per la società, infatti, l'esercizio della professione medica deve essere costantemente ispirato al rispetto delle evidenze scientifiche, della responsabilità deontologica e della tutela dei pazienti, con particolare riguardo per i soggetti più vulnerabili.
    La Sigg ribadisce con forza che la promozione della prevenzione vaccinale costituisce un dovere professionale e un pilastro irrinunciabile della medicina e auspica che ogni decisione riguardante l'accesso e il reintegro dei professionisti nel Ssn sia pienamente coerente con i principi della 'Evidence-Based Medicine', della responsabilità professionale e della tutela della salute collettiva. Inoltre - sottolinea la Sigg -, infezioni come Covid-19, influenza, malattie pneumococciche, Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale (Vrs) continuano a rappresentare una minaccia concreta per milioni di anziani e l'adesione ai piani vaccinali raccomandati si conferma un intervento indispensabile.
    "La pandemia ha dimostrato con drammatica evidenza quanto sia essenziale contare su un servizio sanitario fondato sulla fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e delle istituzioni - sottolinea Dario Leosco, presidente della Sigg e ordinario di geriatria all'Università Federico II di Napoli -.
    Qualunque scelta interpretabile come una legittimazione di comportamenti in contrasto con le migliori conoscenze scientifiche rischia di compromettere tale fiducia e di indebolire la cultura della prevenzione". (ANSA).