(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Sospendere l'iter del trasferimento delle ulteriori competenze sanitarie alle Regioni nell'ambito dell'autonomia differenziata "o subordinarlo ad una moratoria fino alla definizione dei Lep sanitari, alla quantificazione dei relativi costi standard e all'adozione di un sistema nazionale di monitoraggio dell'impatto delle maggiori autonomie su salute, accesso ed equità": è la richiesta della Fondazione Gimbe, audita presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa per l'autonomia differenziata sottoscritti da quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria) per ottenere le stesse ulteriori autonomie di tutela della salute.
    Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, ha espresso perplessità perchè le 4 Regioni, a fronte di richieste uguali, "partono da situazioni molto diverse: una risulta inadempiente sui Lea, mentre le altre presentano livelli di performance distanti tra loro". Le differenze tra le quattro regioni, in particolare, risultano evidenti su tre fronti: la mobilità sanitaria, che vede Lombardia e Veneto attrarre pazienti e Piemonte e Liguria perdere risorse; la rinuncia alle prestazioni sanitarie, con Lombardia e Liguria oltre il 10%; il personale sanitario, in particolare nella disponibilità di professionisti sanitari e nella capacità di coprire il fabbisogno di medici e pediatri di famiglia.
    È quindi difficile comprendere - ha osservato il presidente della Fondazione Gimbe - come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee. Proprio queste differenze avrebbero richiesto istruttorie specifiche e puntualmente motivate, perché prima di attribuire nuove competenze occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Il rischio in assenza delle condizioni ritenute necessarie dalla Fondazione Gimbe, ha denunciato Cartabellotta, "non è soltanto di ampliare le diseguaglianze nell'accesso alle cure, ma anche di legittimarle". La stessa Corte Costituzionale, ha concluso Cartabellotta, "ha chiarito che l'autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria, funzione per funzione, e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull'intero territorio nazionale". (ANSA).