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I giovani, pur utilizzando meno i farmaci, mostrano una maggiore apertura e una minore resistenza culturale verso quelli equivalenti, o a brevetto scaduto. Quando li scelgono, lo fanno sia per fiducia nei confronti del farmacista con cui ne parlano e sia per risparmiare, motivazione principale per sei su dieci tra coloro che li acquistano. A indicarlo sono i dati dell'ottava edizione del Rapporto sulla farmacia, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma.
Dall'analisi condotta su quasi duemila farmacisti e oltre mille cittadini emerge come circa otto su dieci ne riconoscano il valore per la sostenibilità del sistema sanitario, che spende di meno per acquistarli, mentre tre su quattro ne apprezzano il beneficio economico per le persone, che non devono pagare la differenza di prezzo rispetto al medicinale 'branded'. La richiesta da parte dei cittadini si mantiene prevalentemente stabile (sei su 10 li chiedono) e i più informati in materia sono quelli che ne consumano di più, ovvero i pazienti con malattie croniche. Circa otto cittadini su dieci si sentono abbastanza o molto informati, in generale, sui farmaci da banco, ovvero quelli che non richiedono una ricetta per essere dispensati, e sette su dieci chiedono di frequente consigli al farmacista prima di un acquisto.
Il Rapporto individua alcune priorità come la piena stabilizzazione della Farmacia dei servizi all'interno del Servizio sanitario nazionale. "Occorre ora rendere questo modello pienamente operativo e omogeneo su tutto il territorio, rafforzando la collaborazione con i medici di medicina generale, per garantire una risposta sempre più efficace ai bisogni di salute di tutti i cittadini, compresi coloro che vivono nelle aree più remote del Paese", dichiara Marco Cossolo, presidente di Federfarma.


