Verso un modello 3D del glioblastoma per studiare come si comporta questa neoplasia molto aggressiva, utilizzando tecniche quantistiche in modo da approfondirne ogni aspetto e comportamento. È questo il cuore del progetto quinquennale 'Q-Meta: Quantum-enhanced multidimensional platform for the functional study of cancer cells metabolism' (Piattaforma multidimensionale potenziata da tecnologie quantistiche per lo studio funzionale del metabolismo delle cellule tumorali), coordinato da Giada Bianchetti dell'Università Cattolica di Brescia. Q-Meta ha vinto un finanziamento del Fondo Italiano per la Scienza (FIS3) di oltre un milione di euro nel settore delle Life Science.
    Il glioblastoma, il tumore cerebrale più diffuso e aggressivo negli adulti, rappresenta un'importante sfida in campo oncologico a causa della sua rapida progressione, della resistenza ai trattamenti e della prognosi sfavorevole. Q-Meta vuole studiare queta neoplasia in modo finora inedito.
    "Il punto di partenza - spiega Bianchetti - è realizzare un modello 3D del tumore senza precedenti, tramite biostampa 3D. Le cellule tumorali verranno incorporate in un 'bio-inchiostro', cioè un materiale biocompatibile che funge da supporto tridimensionale, insieme ad altre componenti fondamentali del microambiente tumorale come le cellule dei vasi, che simulano la componente vascolare. Attraverso bioprinting sequenziale, queste diverse popolazioni cellulari verranno organizzate in una struttura tridimensionale 'a conchiglia', che riproduce in modo più realistico l'architettura del tumore e del suo microambiente".
    L'idea è usare questi modelli per studiare tutti gli stimoli fisici, come la pressione operata dai tessuti circostanti, che si traducono in cambiamenti metabolici delle cellule tumorali.
    Il progetto prevede inoltre di studiare i modelli tumorali con tecniche quantistiche, cosa che consente di usare luce meno potente rispetto alle tecniche convenzionali, riducendo il rischio di fototossicità e permettendo di osservare tessuti più in profondità, spiega l'esperta. Il potenziale di Q-Meta è enorme, sottolineano i ricercatori, e non circoscritto solo ai tumori: "apre nuove opportunità in diversi ambiti, dalla diagnostica precoce al monitoraggio rapido di infezioni".