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"L'Italia non dimentichi Luca, la ricerca che dà speranza contro il Parkinson è ancora proibita, va legalizzata. Il Governo intervenga anche sulle terapie orfane, abbandonate perché non profittevoli, e sblocchi la ricerca dell'azienda Holostem" sulla malattia dei 'bambini farfalla' (l'Epidermolisi Bollosa): è l'appello lanciato all'esecutivo da Marco Cappato e Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, in occasione dei 20 anni della scomparsa del suo fondatore, nonchè ricercatore, malato di Sla.
"A venti anni dalla morte di Luca Coscioni (il 20 febbraio del 2006) l'Associazione da lui fondata nel 2002 e che porta il suo nome - sottolineano in una nota Cappato e Gallo - continua a portare avanti le battaglie che hanno segnato il suo impegno civile e politico. In questi vent'anni, l'associazione ha difeso la libertà di ricerca scientifica come diritto fondamentale e come condizione imprescindibile per il progresso della conoscenza, promuovendo riforme volte a garantire l'accesso effettivo alle applicazioni del progresso scientifico. Un impegno che, nel tempo - aggiungono - si è esteso a decine di altre questioni che ancora oggi in Italia necessitano di riforme per assicurare pienamente i diritti delle persone, la libertà di scelta e l'autodeterminazione, dall'inizio alla fine della vita. La memoria di Luca Coscioni si traduce in un impegno attuale: ogni avanzamento scientifico e legislativo realizzato oggi - concludono i due rappresentanti dell'associazione - è anche il frutto del coraggio di chi ha saputo trasformare la propria sofferenza in una forza di cambiamento civile e democratico".
Dopo 20 anni "l'Italia - afferma l'associazione - continua a non garantire la libertà di ricerca scientifica e un sistema efficace e giusto per lo sviluppo, la continuità e l'accesso alle terapie orfane. Si tratta di terapie esistenti o validate, spesso salvavita, che vengono rallentate, sospese o abbandonate perché non considerate economicamente convenienti.
Coscioni, ricorda, ha trasformato la propria esperienza di malattia in una battaglia civile e politica per la libertà di ricerca scientifica e per il diritto delle persone malate ad accedere alle cure. "Aveva indicato con chiarezza che senza libertà di ricerca - in particolare sulle cellule staminali embrionali - la scienza non può rispondere ai bisogni reali delle persone. La sua battaglia ebbe fin dall'inizio una risonanza internazionale".
In particolare, la sua iniziativa in difesa della ricerca sulle cellule staminali embrionali raccolse il sostegno di oltre 100 Premi Nobel. Coscioni portò questa battaglia nelle istituzioni italiane ed europee, fu leader dei referendum per l'abrogazione della Legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita e guidò una campagna mondiale contro una proposta di convenzione internazionale che, con il pretesto di vietare la "clonazione umana", avrebbe bloccato la ricerca scientifica a fini terapeutici.


