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(ANSA) - ROMA, 23 APR - Il 61% degli italiani si dichiara abbastanza soddisfatto del luogo in cui vive, ma solo uno su quattro si dice molto soddisfatto (25%). Inoltre, il 30% dei cittadini italiani sceglierebbe di vivere in una periferia ben servita, mentre il pieno centro attrae solo il 16% dei connazionali. È quanto emerge dal terzo Rapporto One Health 'Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano', realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l'Istituto Piepoli e presentato alla Camera dei deputati.
Diversi i fattori che incidono sulla percezione del benessere: tranquillità e senso di comunità; qualità dell'ambiente e aree verdi; sensazione di sicurezza; costo della vita adeguato; servizi efficaci e buone occasioni di socializzazione, mentre le principali criticità riguardano servizi, trasporti, lavoro e sicurezza.
Lo studio fotografa lo stato delle città italiane e il loro rapporto con le periferie, viste come una nuova frontiera del vivere urbano, secondo l'approccio One Health, che integra salute umana, ambientale e sociale. La periferia è percepita come più vivibile, con aree verdi e meno smog, ma soffre di isolamento e carenze nei servizi. Secondo gli intervistati le principali priorità di intervento in queste aree riguardano: trasporti pubblici (per il 40% degli italiani devono essere più efficienti); sicurezza e ordine pubblico (34%); opportunità di lavoro (34%); servizi sanitari e assistenza alle persone (33%); qualità ambientale e spazi verdi (30%).
Per quanto riguarda la casa, per il 53% del campione si vive bene se l'unità abitativa è in un quartiere tranquillo e in un contesto salubre; per il 49% se l'abitazione ha dimensioni adeguate; per il 47% se si trova in un quartiere dotato di servizi essenziali; per il 45% degli italiani la casa deve essere ben collegata con i mezzi pubblici. Infine, per il 38% degli intervistati nel futuro i piccoli centri saranno più vivibili delle grandi città, mentre il 27% si è detto molto d'accordo sul fatto che le città di medie dimensioni saranno sempre più attrattive. (ANSA).


