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La salute della donna passa anche per il controllo del peso. Emerge dai nuovi dati dal Congresso europeo di obesità Eco2026. Rischio cardiometabolico (60,2%), eccesso di peso (56,8%) e salute ossea (55,1%) rappresentano per gli specialisti le priorità principali per le donne in menopausa e in eccesso di peso, secondo quanto emerso dai dati preliminari relativi alla clinical survey W.I.N. Tra i medici il controllo ponderale resta l'aspetto prioritario: il 59,8% dei clinici raccomanda modifiche dello stile di vita, mentre il 38,1% suggerisce un approccio farmacologico. I dati epidemiologici confermano l'urgenza del tema: il 59% delle donne in menopausa va incontro a un aumento di peso e oltre il 43% convive con l'obesità.
"Monitorare il peso e la composizione corporea in questa fase non è solo una questione estetica, ma costituisce un utile strumento per prevenire la sindrome metabolica, il diabete e le malattie cardiovascolari. È importante però riconoscere che, in molti casi, i soli cambiamenti nello stile di vita non sono sufficienti a garantire un calo ponderale consistente e duraturo, specialmente in questa fase di vita, per cui diventa necessario un approccio integrato, talvolta supportato da interventi farmacologici mirati», spiega Simona Bertoli, Professore Ordinario di Scienza dell'Alimentazione e delle tecniche Dietetiche applicate, Università degli studi di Milano, Direttore dei Centri Obesità Lombardia. Durante il Congresso ECO è stata presentata un'analisi post-hoc dello studio STEP UP, che ha evidenziato come le donne con obesità, incluse nella popolazione in studio e trattate con semaglutide abbiano ottenuto una perdita di peso significativa e costante in ogni fase della vita.
«L'eccesso di peso in menopausa incide negativamente anche sui sintomi vasomotori della stessa, accentuando l'intensità e la frequenza di vampate e sudorazioni notturne. Questi sintomi, quando si presentano frequentemente e in modo prolungato, oltre a compromettere la qualità della vita e del sonno, rappresentano un segnale d'allarme per il rischio cardiometabolico, che per la donna dopo i 50 anni aumenta sensibilmente, tanto che oltre il 50% dei decessi femminili in questa fase della vita è riconducibile proprio a malattie cardiovascolari», aggiunge Raffaela Di Pace, Medico chirurgo, specialista in ginecologia e ostetricia e sessuologa clinica presso l'Ospedale San Giuseppe, Milano.
«L'obiettivo clinico non è solo scendere sulla bilancia, ma migliorare la composizione corporea complessiva», dice Fabrizio Muratori, Presidente SIO - Società Italiana Obesità - Sezione Regionale Lombarda, che aggiunge «dai risultati dello studio STEP UP è emerso come semaglutide, nei soggetti con eccesso ponderale, permetta di ottenere una perdita ponderale di circa il 20% del peso corporeo iniziale di cui circa l'84% è attribuibile alla riduzione della massa grassa, preservando al contempo la massa magra e la funzione muscolare. Per le donne in menopausa, già soggette a una naturale tendenza alla sarcopenia e al peggioramento dei parametri antropometrici, salvaguardare il muscolo mentre si riduce il grasso viscerale è la chiave per garantire salute metabolica e sostenibilità dei risultati nel tempo. Ovviamente poi un calo ponderale così consistente permette di determinare un miglioramento del profilo metabolico».


