(ANSA) - ROMA, 18 GIU - In Italia, 13 milioni di persone convivono oggi con almeno due patologie croniche, il 30% in più rispetto al 1993. Patologie che richiedono una gestione continuativa, spesso per molti anni, e per le quali accessibilità economica, aderenza e continuità terapeutica rappresentano componenti fondamentali del percorso di cura. In questo contesto, i farmaci equivalenti assumono particolare rilievo alla luce dei cambiamenti demografici ed epidemiologici del Paese, anche in un ottica di sostenibilità del sistema sanitario.
    Il tema dell'accessibilità riguarda inoltre direttamente le famiglie. Il differenziale di prezzo tra farmaci ex originator a brevetto scaduto (comunemente chiamati 'branded') ed equivalenti determina una spesa aggiuntiva a carico dei cittadini stimata in circa 1,1 miliardi di euro ogni anno.
    Un dato che assume ancora più rilevanza se letto nel confronto europeo: l'Italia resta infatti tra i Paesi con la minore penetrazione dei farmaci equivalenti, che rappresentano il 9% del mercato farmaceutico totale in valore, a fronte del 54% del Regno Unito e del 30% della Francia.
    Il tema è stato approfondito durante il convegno 'Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema' realizzato da The European House - Ambrosetti (Teha), in cui la casa farmaceutica Teva, leader nel settore degli equivalenti in Italia, ha illustrato il proprio contributo alla sostenibilità e all'evoluzione del sistema salute, maturato in 30 anni di presenza nel Paese.
    "Il sistema salute italiano sta attraversando una trasformazione strutturale: l'invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e l'emergere di bisogni più complessi rendono sempre più centrale la capacità di coniugare accesso alle cure e innovazione terapeutica - ha dichiarato Daniela Bianco, partner e responsabile della Practice Health & Life Sciences di The European House - Ambrosetti -. In questo scenario, la presenza di operatori in grado di garantire sia disponibilità diffusa di terapie essenziali sia sviluppo di soluzioni in ambiti ad alto bisogno clinico è una leva strategica per la sostenibilità e l'evoluzione del Servizio sanitario nazionale". (ANSA).