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(ANSA) - ROMA, 14 MAG - In Italia vivono 4 milioni di cittadini dopo la diagnosi di tumore, che presentano nuovi bisogni clinici, riabilitativi, sociali e lavorativi. Ma vi è il rischio concreto che diritti conquistati in anni di battaglie civili restino sulla carta a causa di ritardi procedurali, rimpalli di competenze e mancanza di decreti attuativi. Tra questi la mancata operatività della cabina di regia del piano oncologico nazionale, che ha impedito di attuare l'indirizzo strategico del Piano e di monitorarne gli esiti e lo stallo in cui versa il Coordinamento generale delle reti oncologiche.
La denuncia è contenuta nel 18/esimo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato oggi a Roma, nell'ambito della XXI Giornata nazionale del malato oncologico, promossa dalla Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia). "È eticamente inaccettabile che atti sottoscritti ai massimi livelli istituzionali vengano svuotati da una macchina amministrativa incapace di dare seguito ai propri impegni", ha detto Francesco De Lorenzo, presidente della Favo.
"Il cancro non è solo una sfida clinica: ha un impatto sociale che coinvolge pazienti e caregiver - afferma Elisabetta Iannelli, segretaria della Favo -. Nonostante le tutele assicurate dal Servizio sanitario nazionale, la malattia genera tossicità finanziaria, che obbliga a scelte difficili. Risparmi familiari vengono spesso erosi per coprire i costi per la mobilità sanitaria forzata, per il ricorso alla sanità privata per visite, esami e accertamenti o per l'assistenza domiciliare non rimborsata".
L'altro tema è la partecipazione delle associazioni di pazienti nella progettazione, revisione e valutazione dei Percorsi diagnostici terapeutici-assistenziali (Pdta), che nonostante il quadro normativo sia chiaro presenta ancora forti variabilità regionali. "La partecipazione delle associazioni di pazienti alle Reti oncologiche regionali e ai processi decisionali di ministero e Aifa - ha affermato Maurizio Campagna, componente del Comitato scientifico dell'Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici - rappresenta oggi un pilastro della governance sanitaria. Questo modello di collaborazione strutturata assicura uguaglianza nell'accesso alle cure, appropriatezza della spesa e l'effettiva umanizzazione dei percorsi assistenziali". (ANSA).


