(ANSA) - ROMA, 28 APR - "Un aspetto fondamentale entrando nella seconda ondata pandemica è che noi avevamo a disposizione tanti test: avevamo acquisito 9 milioni di test molecolari e 44 macchine. Era stato incrementato dall'Istituto Superiore Sanità il numero di centri di riferimento regionale. Al 31 dicembre 2020, eravamo in condizione di fare 106.000 test molecolari al giorno e a questi si aggiungevano 5 milioni di test antigenici rapidi. Avevamo anche 2 milioni di test sierologici rapidi che servivano per la campagna di riapertura delle scuole, sia per il personale docente che non docente. Lo sforzo che era stato fatto era stato quello di attrezzarsi per una fase di grande pericolo e questa preparazione è stata riconosciuta da un'analisi dell'Ocse". Lo ha detto Giuseppe Ippolito, già direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive 'Lazzaro Spallanzani' e componente del Comitato Tecnico Scientifico, audito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus sars-cov-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da sars-cov-2, a cui è stato chiesto di ripercorrere la fase pandemica dal settembre al dicembre 2020.
    "Inoltre - ha aggiunto Ippolito -, era stata fatta una programmazione di dispositivi di protezione individuale con una giacenza di 750 milioni di mascherine, pari a circa 30 milioni di mascherine al giorno; mascherine e dispositivi FFP2 con 16 milioni di dispositivi che venivano giornalmente distribuiti.
    Questa è stata la disponibilità totale registrata e ha permesso di arrivare con questa dotazione fino ad agosto 2021. A questo si aggiungevano oltre 30 milioni di camici e tutti 905 milioni di guanti 8 milioni di occhiali e 21 milioni di litri di gel igienizzante". (ANSA).