(ANSA) - ROMA, 28 APR - "La fase tra la prima e la seconda ondata della pandemia da Covid-19 è quella in cui venivano prese decisioni particolarmente difficili, perché c'erano pressioni fortissime da parte del mondo economico affinché si riaprissero le attività produttive e soprattutto perché c'era stata una dichiarazione, il 31 maggio 2020, di una persona di grande rappresentatività che aveva detto, durante una trasmissione televisiva, che il virus era morto e non esiste più da un punto di vista clinico. Peccato che nelle ultime 24 ore c'erano stati 75 morti, 435 ricoverati in terapia intensiva 355 casi, di cui 210 in Lombardia e quello stesso giorno venivano effettuati 54.000 tamponi per il Covid". Lo ha detto Giuseppe Ippolito, già direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive 'Lazzaro Spallanzani' e componente del Comitato Tecnico Scientifico, audito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus sars-cov-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da sars-cov-2, a cui è stato chiesto di ripercorrere la fase pandemica dal settembre al dicembre 2020.
"Il giorno successivo a queste dichiarazioni - ha continuato Ippolito -, 10 personalità, non tutte esperte di malattie infettive, firmarono un documento, ripreso da 'Il giornale'", in cui si parlava di emergenza clinica superata. (ANSA).
Ippolito in Commissione Covid, 'tra prima e seconda ondata pressioni per riaperture'
28 aprile 2026 • 17:32

