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(ANSA) - ROMA, 05 GIU - Il virus Andes, il ceppo di Hantavirus che ha dato vita all'epidemia sulla nave da crociera nelle scorse settimane, molto difficilmente può dare grandi focolai. A dimostrarlo uno studio, basato su modelli matematici, in cui è stata simulata l'introduzione di un singolo caso in una popolazione generica, elaborando diversi scenari in base alla percentuale di casi isolati efficacemente. "A quattro mesi dall'inizio dei sintomi del caso indice, il focolaio difficilmente supererebbe i 50 casi, con un'alta probabilità di estinzione della trasmissione, soprattutto se più di metà dei casi venisse efficacemente isolata dall'inizio", scrivono gli autori dello studio, realizzato dai ricercatori dell'Istituto superiore di sanità e della Fondazione Bruno Kessler e appena pubblicato dalla rivista Eurosurveillance.
L'isolamento efficace dei casi, spiegano ancora gli autori, è reso possibile dalle caratteristiche del virus. I dati disponibili infatti evidenziano che le infezioni sono per la maggior parte sintomatiche e gravi, e il periodo di incubazione molto lungo e il tempo che passa tra l'insorgenza dei sintomi di un caso primario e di uno secondario permettono alle autorità di avere più tempo per tracciare i contatti prima che diventino contagiosi. Gli autori precisano tuttavia che le analisi si basano su parametri epidemiologici stimati per un singolo focolaio, un elemento che rappresenta uno dei principali limiti dell'analisi, poiché tali condizioni potrebbero non essere pienamente sovrapponibili a contesti differenti o ad una situazione epidemiologica come quella attuale.
"I risultati dell'analisi confermano la valutazione fatta dalle autorità internazionali di un rischio basso o molto basso - conclude l'articolo -. Sebbene i risultati suggeriscano uno scenario di un limitato numero di casi anche dopo diversi mesi di trasmissione non mitigata, l'alta letalità associata al virus richiede l'implementazione delle maggiori precauzioni possibili per limitare la diffusione dell'infezione".
La stessa rivista ha pubblicato un altro articolo, incentrato sulla differenza tra Hantavirus e Sars-CoV-2, che giunge alle stesse conclusioni. (ANSA).


