(ANSA) - ROMA, 25 MAR - Arrivano in pronto soccorso di notte con contusioni ed ematomi, traumi alla testa e al volto, lesioni al collo e alla gola e talvolta segni di asfissia. Hanno in media 38 anni e in circa la metà dei casi a ridurle così è stato il partner. È questo il ritratto delle donne europee vittime di violenza maschile secondo uno studio coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità e pubblicato su Lancet Public Health.
    La ricerca ha preso in considerazione circa 10 mila accessi in Pronto Soccorso per violenza contro le donne in 16 Paesi europei e tracciano un quadro chiaro del fenomeno. L'età delle vittime, nell'80% dei casi, oscilla tra i 15 e i 49 anni.
    Peculiare è la tempistica: i casi aumentano sensibilmente nelle ore serali e notturne, un riflesso della natura prevalentemente domestica del fenomeno. Infatti, quasi due terzi delle aggressioni avvengono in ambiente domestico o nelle immediate vicinanze dell'abitazione.
    La violenza di genere presenta un profilo riconoscibile anche per quel che riguarda le lesioni: quasi la metà riporta contusioni ed ematomi (il doppio rispetto agli incidenti non intenzionali) o traumi alla testa e al volto (oltre tre volte più frequenti). Le lesioni al collo sono 2,4 volte più comuni rispetto agli incidenti non intenzionali e le lesioni da asfissia 10 volte più frequenti. Quest'ultimo è un segnale particolarmente allarmante, poiché lo strangolamento è riconosciuto come un predittore di una possibile escalation letale. La gravità delle lesioni porta al ricovero 1 donna su 5.
    Questi numeri "trasformano i Pronto Soccorso in una sentinella strategica per intercettare un fenomeno ancora in larga parte sommerso e delineano per la prima volta un pattern clinico distintivo della violenza di genere in Europa", commenta Marco Giustini, uno degli autori dello studio.
    I dati italiani - relativi a circa 2.000 donne - sono in linea con quelli degli altri Paesi europei. "In quasi il 60% dei casi, l'aggressore era un partner o un familiare e nell'80% degli episodi l'aggressione si è consumata tra le mura di casa", illustra Anna Carannante, co-autrice dello studio. "La forma di violenza più frequente è stata quella fisica, che ha rappresentato circa i tre quarti dei casi (72,6%), mentre nel 4% si è trattato di violenza sessuale. Particolarmente significativa è la quota di lesioni al capo e al volto, riportate nel 30% dei casi", conclude Carannante. (ANSA).