Continuano a diminuire le nascite in Italia. Nel 2025 sono state 355.772, circa 14 mila in meno rispetto al 2024 (-3,8%). La discesa sembra proseguire nel 2026: nel periodo compreso tra gennaio e luglio, le nascite sono state 196.864 (-1,1% rispetto al 2025). Sono i dati del rapporto 'Natalità e fecondità della popolazione residente' dell'Istat diffuso questa mattina.
    Si riduce il numero medio di figli per donna, che nel 2025 raggiunge un nuovo minimo: 1,14 (rispetto all'1,18 nel 2024).
    L'età media delle madri alla nascita del primo figlio è 32 anni e il 44,1% nasce fuori dal matrimonio. Sofia e Leonardo sono i nomi più scelti. 

'Generazione 1976' quasi 1 donna su 4 senza figli

Aumenta l'età della maternità, tra le laureate oggi è a 34,9 anni ROMA (ANSA) - ROMA, 21 OTT - Tra le donne nate nel 1976, che oggi hanno compiuto 50 anni e hanno in gran parte concluso la propria esperienza riproduttiva, il 23% non ha avuto figli; trent'anni prima la quota era prossima al 10%. È uno dei dati che meglio fotografa i cambiamenti della fecondità in Italia che emergono dal rapporto 'Natalità e fecondità della popolazione residente' dell' Istat diffuso oggi.
Il fenomeno, spiega l'
Istat , "da un lato riflette le criticità connesse all'avere figli, dall'altro suggerisce l'emergere di scelte di vita che possono prevedere percorsi alternativi alla genitorialità". A questa scelta si affianca la riduzione del numero di figli: l'analisi mostra come le donne nate nel 1947 hanno avuto in media 2,01 figli; in quelle nate nel 1976 si scende a 1,44. A diminuire sono soprattutto figli successivi al secondo (passati da 0,42 a 0,16).
Questo fenomeno è andato di pari passo all'innalzamento dell'età media al parto: nel 1947 l'età media al parto è stata pari a 26,9 anni, quella al primo figlio pari a 24,8. Per le donne nate nel 1976, invece, l'età media al parto è stata pari a 31,4 anni, con il primo figlio avuto mediamente a 30 anni.
Il fenomeno continua ancora oggi: nel 2025 l'età media al parto è stata di 32,7 anni. Inoltre, persiste una forte variabilità legata al grado di istruzione. Se una donna con licenza media ha mediamente un figlio prima dei 30 anni (29,7), nelle donne diplomate si sale a 32,5 anni, mentre nelle laureate a 34,9. La distanza tra donne laureate e con licenza media sul piano della fecondità si riscontra in tutte le aree geografiche.

Bordignon (Forum Associazioni Familiari), denatalità non è inevitabile

 "I dati Istat sulla natalità ci consegnano un quadro che non possiamo limitarci a registrare lasciando che l'amarezza non si tramuti in un'azione forte e responsabile. Servono politiche strutturali, continuative e capaci di accompagnare le famiglie nel tempo". Così commenta i dati Istat sulla natalità Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari.
"Vediamo un grande pericolo di dichiarare partita persa e temiamo una rassegnazione strisciante che si sta sempre più palesando", aggiunge Bordignon.
Tra i dati, il presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, si concentra soprattutto sul numero medio di figli per donna, sceso a 1,14. "In dieci anni siamo passati da 1,35 a 1,14 figli per donna: una contrazione che evidenzia quanto sia diventato difficile, per tante persone e coppie, realizzare il proprio progetto familiare", ha aggiunto.
"Precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa e problemi di conciliazione tra lavoro e famiglia contribuiscono a rendere più difficile la realizzazione dei progetti familiari".
Per Bordignon, l'Ue deve concedere "maggiore flessibilità di bilancio per i paesi che decidono di investire sulle politiche di equilibrio demografico e sostegno alle famiglie con figli".
In particolare, "è prioritario potenziare l'assegno unico e universale, rafforzare i servizi territoriali e gli asili nido, migliorare la conciliazione tra lavoro e famiglia attraverso congedi familiari adeguati e sostenere le giovani coppie nell'accesso al lavoro stabile e alla casa", conclude.