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(ANSA) - ROMA, 11 LUG - Un incidente stradale, un trauma sportivo, un infortunio sul lavoro o una ferita da arma da fuoco possono causare una lesione del midollo spinale, una delle principali cause di disabilità neurologica permanente. Oltre alla paralisi, oltre il 70% dei pazienti sviluppa dolore neuropatico cronico e, ad oggi, non esistono terapie farmacologiche in grado di modificarne l'evoluzione.
Uno studio coordinato dall'Istituto di Biochimica e Biologia Cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibbc), pubblicato su Military Medical Research, dimostra che la tossina botulinica di tipo A, somministrata per via intratecale in associazione all'elettrostimolazione muscolare, riduce la neuroinfiammazione, favorisce la riparazione del tessuto nervoso e attenua il dolore neuropatico in un modello preclinico di lesione cronica del midollo spinale.
I risultati pongono le basi per il primo studio clinico di fase I/II di questa strategia terapeutica e introducono un nuovo paradigma: la tossina botulinica non come semplice trattamento sintomatico, ma come molecola capace di modulare i processi biologici della riparazione del sistema nervoso.
"Fin dai primi esperimenti abbiamo capito che la tossina botulinica faceva molto più che ridurre il dolore neuropatico.
Osservavamo un recupero funzionale anticipato che non poteva essere spiegato dal solo effetto analgesico e che lasciava intuire l'attivazione di meccanismi di neuroprotezione e riparazione. Quell'intuizione ha guidato oltre dieci anni di ricerca e oggi ci permette di guardare con fiducia alla sperimentazione clinica", afferma Sara Marinelli, primo Ricercatore del Cnr-Ibbc e coordinatrice dello studio.
Attorno ai risultati scientifici è stato sviluppato un percorso di valorizzazione che comprende un brevetto internazionale, un programma Proof of Concept, il confronto con AIFA per la definizione del percorso regolatorio e le collaborazioni necessarie allo sviluppo clinico. (ANSA).


