Quando siamo sicuri di una cosa le nostre convinzioni si impongono, pregiudicando l'acquisizione di nuove informazioni e la nostra capacità di discernere tra una notizia vera e una fake news. Lo rivela uno studio pubblicato su Pnas e coordinato dalla Sapienza e condotta in collaborazione con il Santa Lucia Irccs di Roma, che può supportare le politiche contro la disinformazione.
In generale le persone tendono a preferire informazioni coerenti con ciò che già ritengono vero, una rigidità cognitiva che spesso porta sulla strada sbagliata. La ricerca ha dimostrato anche che le nostre preferenze cognitive entrano in gioco già nelle primissime fasi della lettura ed acquisizione di notizie, come rivela l'attività delle pupille, un indice fisiologico del livello di coinvolgimento mentale e che diventano più aperte di fronte a ciò cui crediamo.
All'inizio dello studio, ai partecipanti sono state presentate notizie per metà reali e per metà false, chiedendo loro di indicare quali ritenessero vere e quali no.
Successivamente, i partecipanti avevano la possibilità di vincere una piccola somma di denaro, indovinando di volta in volta, quali notizie fossero associate al premio. Infine i partecipanti dovevano confermare o modificare le scelte iniziali sulla veridicità delle notizie.
Ebbene è emerso che le notizie considerate vere dai partecipanti vengono rapidamente associate alla possibilità del premio. Al contrario, i partecipanti non riescono ad associare al premio notizie che sin dall'inizio hanno ritenuto false, anche quando questa significava perdere il premio. A confermare questo pregiudizio cognitivo che ci guida è anche un parametro passivo, la dilatazione delle pupille: gli esperti hanno visto che si dilatano di più di fronte a una notizia cui crediamo fermamente fin dall'inizio.
 "In un'epoca in cui la disinformazione si diffonde rapidamente - sottolinea Stefano Lasaponara della Sapienza che ha condotto la ricerca - e i social media tendono a favorire contenuti in sintonia con le nostre convinzioni soggettive, comprendere come le persone assimilano fake news e informazioni fuorvianti è diventato una priorità scientifica e sociale".