Nella debacle di Jannik Sinner al Roland-Garros potrebbe aver pesato il mix tra caldo e umidità, unito alla fatica accumulata in mesi di attività ad altissimo livello e tante trasferte anche intercontinentali. A ipotizzare i motivi del malessere che ha costretto il numero uno del tennis mondiale a cedere al quinto set all'argentino Juan Manuel Cerundolo, proprio quando era a un passo dalla vittoria, è Dario Manfellotto, medico del dipartimento di Emergenza e Medicina Interna dell'Ospedale Gemelli Isola Tiberina di Roma.

 

"L'attività tennistica, come quella ciclistica - spiega all'ANSA Manfellotto - comporta un grandissimo dispendio energetico e muscolare che dura ore. A questo si unisce un forte carico emotivo". Nel tennis, infatti, diversamente da altri sport, non c'è condivisione con una squadra e questo influisce anche sugli aspetti psicologici, anche se, precisa Manfellotto, "nel caso di Sinner mi sembra un elemento marginale, perché ha dimostrato più volte che proprio nei momenti più difficili, riesce a trovare una soluzione".  Pur non conoscendo la situazione clinica specifica, prosegue, "parliamo di un atleta di 23 anni perfettamente allenato e abituato a stress continui. Anche lui però può non riuscire a reggere uno sforzo eccessivo in condizioni climatiche come quelle attuali a Parigi di afa, umidità e calore molto intensi".  Lo stesso mix che ha provocato lo svenimento, durante il torneo in corso, anche di una raccattapalle e il malore di Jakub Mensik, che si è accasciato sul campo.

 

 Il caldo, dal punto di vista clinico, rappresenta uno stress estremo per l'organismo. Provoca vasodilatazione e una grande perdita di liquidi, con disidratazione e alterazioni elettrolitiche che mettono il corpo a dura prova, facendo anche scendere la pressione arteriosa. "Possono comparire quindi nausea, vomito e vertigini. Si tratta, in sostanza, di una forma di colpo di calore, quello che in estate colpisce soprattutto bambini e anziani: il corpo accumula calore e non riesce più a eliminarlo adeguatamente attraverso la sudorazione", precisa.  Non va infine sottovalutato, secondo Manfellotto, il fattore 'accumulo'. "Sinner gioca praticamente un giorno sì e uno no da gennaio. Nel malore potrebbe aver inciso anche la stanchezza accumulata con una serie di trasferte intercontinentali e continui spostamenti".