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(di Laurence Figà-Talamanca)
"Il rischio per la salute globale è basso". Lo ripete ancora il capo dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, alla Moncloa al fianco del premier spagnolo Pedro Sanchez, una volta conclusa l'evacuazione dalle Canarie di tutti i passeggeri e di parte dell'equipaggio della nave Hondius, focolaio galleggiante dell'hantavirus. Nella fotografia di quel momento, secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, i casi confermati sono 9, comprese le tre vittime (una coppia di crocieristi olandesi e una turista tedesca), più 2 ritenuti "sospetti", che l'Oms indentifica come "chiunque abbia condiviso un mezzo di trasporto in cui si è verificato un caso confermato" e che presenti "sintomi acuti".
"Sono cifre che non sono cambiate molto durante le ultime settimane, grazie agli sforzi di molti governi, e non si sono prodotti decessi dal 2 maggio", ha aggiunto Ghebreyesus. L'uomo che il mondo ricorda come il volto della pandemia di Covid vuole quindi mostrarsi rassicurante. Ma allo stesso prudente, se è vero - come sostiene la ministra della Sanità francese Stéphanie Rist davanti ai deputati preoccupati - che del virus andino "ci sono cose che ancora non sappiamo", né "se sia mutato". "Non ci sono segnali che indichino l'inizio di un'epidemia di vaste proporzioni - ha affermato il biologo etiope -. Ma ovviamente la situazione potrebbe cambiare" e non si escludono "nelle prossime settimane" nuovi casi. L'ultimo venuto alla luce riguarda un cittadino spagnolo, sceso domenica dalla nave ancora asintomatico e risultato positivo a un primo test solo lunedì sera.
E' in condizioni "apparentemente stabili" e lamenta "una febbricola e sintomi respiratori", hanno riferito fonti del ministero della Sanità di Madrid. E' invece molto grave la passeggera francese che ha presentato i primi sintomi sul volo che domenica pomeriggio l'ha portata da Tenerife a Parigi: colpita dalla forma cardiopolmonare "più severa" della malattia, è ricoverata in terapia intensiva e respira con "un polmone artificiale". Secondo il segretario di Stato della Salute spagnolo, Javier Padilla, citato dal Guardian, la donna aveva già segnalato sintomi quando era ancora a bordo della Hondius, ma le sue condizioni sarebbero state inizialmente scambiate per "ansia" e stress. In Francia altre 22 persone sono state traferite in ospedale per l'isolamento e la quarantena: 8 si trovavano sul volo del 25 aprile dall'isola di Sant'Elena a Johannesburg su cui viaggiava anche la donna olandese poi deceduta, e 14 a bordo dell'altro aereo - tra il Sudafrica e Amsterdam - con il quale la donna cercò di tornare a casa ma dal quale fu fatta scendere proprio a causa delle sue condizioni di salute già gravi.
"La situazione è sotto controllo", ha assicurato il presidente Emmanuel Macron. "Sono stati consultati i migliori esperti e la Francia ha adottato un protocollo molto rigoroso", ha aggiunto. Gli altri casi riguardano il medico olandese della nave, evacuato il 6 maggio e ora in condizioni stabili; tre britannici di cui uno sbarcato dall'Hondius a metà aprile sulla remota isoletta di Tristan da Cunha; un cittadino svizzero rientrato da Sant'Elena attraverso il Sudafrica e il Qatar; infine un americano, mentre un secondo statunitense si è poi rivelato essere negativo al virus. Il resto dei crocieristi ha già fatto rientro nei propri Paesi di origine dove dovranno rispettare una quarantena di 42 giorni, come raccomandato dal capo dell'Oms. Gli ultimi a lasciare Tenerife a bordo di due voli diretti nei Paesi Bassi sono stati 19 membri dell'equipaggio, 6 crocieristi diretti in Australia e tre sanitari dell'Oms e dell'Ecdc. Altri 25 marinai sono rimasti a bordo della Hondius, insieme a due medici, per riportare la nave della Oceanwide Expeditions - e il corpo della turista tedesca - a Rotterdam dove sono attesi domenica sera. Dopo altri 6 lunghissimi giorni di navigazione, angoscia e tristezza.
"C'è stato un malinteso tra i medici nella comunicazione dell’ospedale. Arriveranno solo i campioni”. Così il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, arrivando al ministero della Salute per una riunione con i sindacati medici, ha risposto ad una domanda in merito alla notizia sul 25enne calabrese in quarantena per l'Hantavirus.
PARIGI - La ministra della Salute francese, Stéphanie Rist, intervenendo sulla questione dell'Hantavirus all'Assemblea Nazionale di Parigi, ha detto di ''non avere la certezza che il virus non sia mutato''. ''Ci sono cose che ancora non sappiamo'', ha dichiarato l'esponente del governo francese, aggiungendo: ''Non abbiamo ancora la totalità del sequenziamento del virus. Non abbiamo la certezza per poter dire che il virus non sia mutato".
Rist ha anche reso noto che i francesi entrati in contatto con la passeggera della nave Hondius poi morta di hantavirus a Johannesburg sono "ricoverati" o "in corso di ricovero".Gli 8 francesi che hanno preso un primo aereo il 25 aprile in partenza da Sant'Elena diretto a Johannesburg con la passeggera malata "sono attualmente ricoverati", ha precisato la Rist . "Nel secondo aereo", in partenza da Johannesburg e diretto ad Amsterdam, che la passeggera aveva cercato di prendere senza riuscirci visto il degradarsi del suo stato di salute, "c'erano dei francesi che abbiamo identificato e che stanno per essere ricoverati".
Secondo la ministra,"Non ci sono elementi che lascino pensare ad una circolazione diffusa del virus" in Francia. E ha aggiunto che la francese contaminata dall'hantavirus e rientrata due giorni fa in Francia con i primi sintomi è sempre "in gravi condizioni" ricoverata in rianimazione."I cinque cittadini francesi - ha ricapitolato la ministra - sono stati rimpatriati nel quadro di un'operazione sanitaria protetta e sottoposta a stretta sorveglianza medica. Ad oggi, quattro di loro stanno bene e i loro test sono negativi" - ha continuato Rist - ma una paziente risultata positiva all'hantavirus presenta una forma grave ed è attualmente in rianimazione in uno stato grave", a Parigi.
PARIGI - Non lanciano allarmi ma sono moderatamente preoccupati gli scienziati che hanno preso la parola oggi durante la conferenza stampa nella quale la ministra francese, Stéphanie Rist, ha fatto il punto sulla situazione dell'hantavirus. L'infettivologo Xavier Lescure ha ricordato che "non c'è alcun vaccino" contro il virus delle Ande, e per curare i malati "non abbiamo trattamenti antivirali approvati ed efficaci. Diamo loro soltanto cure di supporto". Lo stesso Lescure ha aggiunto che "al momento non conosciamo i fattori di rischio di gravità della malattia, contrariamente al Covid. Abbiamo pochi dati. Abbiamo pochi elementi chiari per considerare che una popolazione è a rischio".
La forma grave di hantavirus, ha detto Lescure, provoca un peggioramento rapido dello stato di salute del malato: "In pochi giorni, i pazienti passano dal 'mi sento stanco' a 'sono in rianimazione, intubato e con l'ossigeno". "E' un virus che conosciamo da 30 anni - ha replicato, più ottimista, Yazdan Yazdanpanah, primario malattie infettive dell'ospedale Bichat, dove sono ricoverati i francesi risultati positivi - anche se ci sono delle incognite, non siamo nella situazione del gennaio 2020". L'epidemiologo Antoine Flahault ha definito "inedita" la situazione attuale: "A memoria di ricercatore - ha spiegato - non ho visto altre emergenze epidemiche nella situazione molto particolare che si ritrova in una nave, chiusa all'esterno, dove i casi si possono contare".


