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"È inaccettabile la scelta di lasciare invariato il payback. Non resteremo in silenzio" a fronte di "un conto complessivo per le aziende che è di 12,5 miliardi di euro dal 2019 al 2029". A chiedere un intervento in manovra è il presidente di Confindustria dispositivi medici, Fabio Faltoni, durante l'Assemblea pubblica "Il MedTech per la salute e l'economia dell'Italia".
La manovra prevede uno stanziamento di 1,4 miliardi di euro per contribuire a coprire gli sforamenti dei tetti di spesa regionali per i dispositivi medici. Ma, precisa Faltoni, presentarlo come un contributo alle aziende è fuorviante, perché questa somma è "destinata a ripianare le finanze regionali e copre meno di un terzo dei 4 miliardi di euro di payback relativi al solo periodo 2019-2023".
"Ad oggi, con la Legge di Bilancio, il Governo lascia intatto il meccanismo del payback, ma rende esigibili in tempi brevissimi somme insostenibili per le imprese. Si tratta di un peso insormontabile, che mette a rischio investimenti, occupazione e, in molti casi, la sopravvivenza stessa delle aziende", prosegue. Non aver toccato il meccanismo, infatti, "vuol dire accettare che questo continui a generare sforamenti da parte delle Regioni, che poi le imprese dovranno ripagare. In media si tratta di 1,5 miliardi di euro ogni anno".
"Chiediamo al Parlamento - conclude Faltoni - di modificare la manovra. Rivolgiamo un appello al Governo affinché si trovi entro il 31 dicembre 2026 una soluzione strutturale, che superi definitivamente il meccanismo del payback. C'è ancora il tempo per correggere la rotta e dare al settore un quadro sostenibile e certo, nell'interesse delle imprese e della tenuta del Servizio sanitario nazionale".


