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"La medicina generale continua ad attestarsi come il primo presidio del Servizio Sanitario Nazionale a disposizione dei cittadini. Ma senza strumenti adeguati e un'organizzazione integrata tra territorio e sistema sanitario, non si può pretendere che i medici di famiglia affrontino un'emergenza così complessa da soli e soprattutto con ranghi ridotti e con sovraccarico di pazienti vista la carenza di medici".
Tommasa Maio, responsabile nazionale Area Vaccini Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), in una nota interviene sul crescente numero di casi di polmonite che si stanno registrando in queste settimane. E sottolinea che "la medicina generale continua a giocare in silenzio un ruolo chiave, assorbendo le richieste" ma, osserva, "è necessario che il sistema si muova in modo coordinato: dalla diagnosi, attraverso i tamponi rapidi che devono essere forniti ai medici di famiglia, fino alla gestione completa del paziente sul territorio.
Noi medici siamo pronti, e non da oggi, ma occorre mettere chi lavora sul campo nelle condizioni di farlo al meglio". Il primo nodo, secondo Maio, è quello dell'"aggiornamento professionale anche con refresh informativo su procedure consolidate. Un ruolo al quale le Aziende sanitarie locali hanno abdicato in questi anni. Nei prossimi giorni sarà quindi la Federazione a rendere nuovamente disponibile una Fad (Formazione a distanza) dedicata alla gestione territoriale dei casi di polmonite".
La responsabile Vaccini della Fimmg ricorda che già nel 2011. ai tempi del virus H1N1, la Fimmg realizzò una pubblicazione basata sulle linee guida per il trattamento delle polmoniti in comunità applicandolo alla medicina generale. Fu anche l'epoca in cui fornimmo i saturimetri ai medici. Oggi come allora, quell'approccio resta valido ma sarebbe stato necessario consolidarle con una formazione continuativa". Maio si riferisce anche ai tanti giovani medici "entrati nella medicina di famiglia, ma senza un'adeguata formazione/informazione né sulle campagne vaccinali né sulla gestione delle epidemie influenzali da parte delle Aziende sanitarie che, dice, "devono assolutamente colmare questo vuoto fornendo tutto gli strumenti necessari per un approccio organizzato e tempestivo".


