(ANSA) - ROMA, 18 GIU - Negli ultimi trent'anni il Servizio sanitario nazionale ha subito trasformazioni profonde senza una vera revisione complessiva del proprio modello organizzativo. Il risultato è un sistema che mostra crescenti fragilità: aumento dei carichi di lavoro, fuga dei professionisti dagli ospedali pubblici, carenza di personale. A tracciare il bilancio è il 26/mo congresso nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, da cui arriva una proposta organica di riforma della sanità pubblica italiana fondata su tre mosse.
    La prima riguarda il superamento del modello di aziendalizzazione introdotto nel 1992, con una governance che restituisca centralità a medici e dirigenti sanitari e valorizzi il ruolo professionale nelle scelte organizzative. Il secondo asse punta a ridefinire il rapporto tra Università e Servizio sanitario nazionale: secondo il sindacato resta incompiuta l'integrazione tra assistenza, formazione e ricerca. L'obiettivo è costruire regole più chiare e uniformi, evitando sovrapposizioni e squilibri nella governance degli ospedali. La terza riforma riguarda l'organizzazione ospedale-territorio.
    Anaao denuncia anni di sottofinanziamento che hanno indebolito la rete sanitaria e critica gli effetti dei decreti ministeriali 70 e 77, ritenendo necessario rafforzare personale, assistenza territoriale e integrazione dei servizi.
    "La sanità - conclude Pierino di Silverio, segretario uscente del sindacato - non può più essere governata attraverso tagli, interventi emergenziali o riforme parziali. Serve una nuova visione: la sostenibilità del Servizio sanitario passa per la valorizzazione, l'autonomia e la responsabilità dei suoi professionisti. Oggi più che mai, la vera riforma del Ssn deve scegliere quale idea di sanità pubblica il Paese vuole difendere nei prossimi decenni. Il Sindacato c'è, le idee e le proposte anche". (ANSA).