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(ANSA) - ROMA, 23 MAR - Un nuovo progetto congiunto tra l'Istituto San Raffaele-Telethon e la biotech Cytiva punta a rendere le terapie cellulari e geniche più riproducibili e trasferibili su larga scala. L'iniziativa si concentra sull'ottimizzazione della produzione di vettori lentivirali e sullo sviluppo di tecniche avanzate di editing genetico per le cellule staminali ematopoietiche. Il progetto, supportato dalle società del gruppo Danaher Aldevron e Integrated Dna Technologies (Idt), unisce la leadership scientifica di Sr-Tiget (attualmente l'unico centro di ricerca dell'Unione europea coinvolto nell'iniziativa) con il know-how industriale e manifatturiero di Cytiva e si inserisce nel programma internazionale Danaher Beacons, rete di collaborazioni strategiche tra aziende e centri accademici di eccellenza. "Da oltre vent'anni sviluppiamo terapie geniche basate sulle cellule staminali ematopoietiche - spiega Luigi Naldini, direttore dell'Sr-Tiget e ordinario di Istologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano-. La prossima sfida sarà fare in modo che le nuove terapie che stiamo sviluppando insieme a Fondazione Telethon possano arrivare alla sperimentazione clinica e ai pazienti in modo più robusto, scalabile e sostenibile dal punto di vista economico rispetto a quanto oggi possibile. Con questa collaborazione vogliamo integrare la nostra competenza scientifica con le tecnologie di Cytiva per contribuire a rendere tutto questo una realtà". Una collaborazione importante anche nella strategia di Fondazione Telethon "per rendere le terapie geniche sempre più accessibili, sostenibili e trasferibili su scala più ampia", dichiara Ilaria Villa, direttore generale di Fondazione Telethon. Per la fondazione "mettere a sistema l'eccellenza scientifica di Sr-Tiget con competenze tecnologiche e manifatturiere avanzate significa contribuire a creare condizioni più solide perché l'innovazione possa arrivare ai pazienti in tempi più rapidi e con maggiore sostenibilità". Danaher, Fondazione Telethon e SR-Tiget condividono un obiettivo chiaro: "accelerare la traduzione delle tecnologie genomiche più promettenti in terapie che possano essere sviluppate e rese disponibili in modo affidabile, riproducibile e su scala", conclude Daria Donati, Chief Scientific Officer for Genomic Medicine di Cytiva. La collaborazione punta a intervenire su snodi chiave come standardizzazione dei processi, qualità e integrazione tra ricerca e produzione, per favorire uno sviluppo più rapido ed efficiente della medicina genomica. (ANSA).


