BOLZANO. «Il mio medico di famiglia si è fatto digitale. Ci ha mandato una lunga mail nella quale scrive che cambia sede e non ha più la segretaria. Si riorganizza e così noi pazienti dobbiamo affidarci alla app, l'applicazione. Ma non è così che si aiutano gli anziani». Altra questione. «Mia moglie è caduta e si è fratturata un braccio. Dopo l'immobilizzazione ora deve fare fisioterapia. Ho fatto varie telefonate in Asl ed un' operatrice mi ha risposto che non posso prenotare a voce anche se in possesso di un'impegnativa prioritaria, ma solo via e-mail con tanto di allegati. Siamo alle solite». Giampietro Martinelli, 84 anni (nella foto con la moglie Bruna), invalido al 100% vive a Laives con la moglie Bruna, 82 anni, invalida al 90%. «Me la cavo con la mail ma fatico ad allegare pdf e non so usare le app. L'ho detto al medico, mi è stato risposto "si faccia aiutare da qualcuno". Non abbiamo figli. Da chi andiamo? La Sanità è un diritto. Cosa dobbiamo fare, rivolgerci al privato? E non sono l'unico a lamentarmi di questa situazione. La vita per noi anziani a volte si trasforma in un incubo».

Il Centro tutela diritti del malato: «La digitalizzazione è una risorsa non può diventare ostacolo per l'accesso alle cure»

Stefano Mascheroni - direttore del Centro di tutela diritti del malato - dice che la digitalizzazione è una risorsa, ma non può diventare una barriera. E se si eliminano le segreterie, chi aiuta chi non riesce a orientarsi? «Il Centro non è contrario alla digitalizzazione. Le piattaforme possono semplificare molte procedure. Ma una cosa è utilizzare il digitale per facilitare l'accesso, un'altra è farne il principale strumento di rapporto con il proprio medico. La difficoltà riguarda soprattutto le persone più fragili: anziani soli, persone con disabilità, pazienti con difficoltà cognitive o con scarse competenze digitali. E non tutti hanno un familiare disponibile. E se la scelta organizzativa del singolo medico diventa questione di accessibilità alle cure, occorre una riflessione profonda».

Surian (Auser): per over 80 occorre mantenere il doppio binario

Maurizio Surian di Auser, attiva nel settore della Terza età, dice che l'associazione si è attrezzata con lo sportello digitale per aiutare gli anziani ad abilitare Spid e Cie ecc. «Una volta fatto, vengono da noi a scaricare fascicoli medici e altro. L'abbiamo detto più volte: bene digitalizzare, ma non si tiene conto che c'è un'ampia fascia della popolazione che non se la cava da sola. Per gli anziani occorre mantenere il doppio binario».

La lettera: «L'ambulatorio si riorganizza, niente più segretaria» il paziente: «Non so più come fare»

«Ci è stato comunicato - riprende Martinelli - che l'ambulatorio chiude a fine ottobre. Da novembre il medico si trasferisce in una nuova sede. Ci ha detto che poter contare ogni giorno su una segreteria sempre presente è stato un servizio tutt'altro che scontato che non può più garantire. Ha quindi deciso di organizzare l'ambulatorio senza segreteria». "Una scelta ponderata - si legge nella comunicazione inviata a 1.700 pazienti - fatta con piena consapevolezza". Il medico comunica le novità ricordando che whatsapp, sms, email e messaggi vocali non sono modalità di accesso. "Da subito si accede all'ambulatorio solo così. Appuntamenti: solo online con la app. Per qualsiasi difficoltà tecnica ad ottobre la segreteria vi aiuta volentieri. Chi non usa internet si fa aiutare da un familiare. Anche la vaccinazione si prenota solo online sempre sulla stessa app. Richieste senza visita ancora una volta sulla app alla voce "Richiedi prescrizione", almeno 7 giorni prima: ricette ripetitive della terapia cronica, presidi per incontinenza e diabete, esami di controllo periodici ecc. Le richieste vengono evase entro una settimana».

Centro e Ordine dei medici

«L'Ordine dei medici - dice ancora il Centro di tutela diritti del malato - richiama legittimamente, istituzioni e sistema sanitario alle proprie responsabilità quando vengono meno qualità, efficienza e tutela del cittadino. Riteniamo però che la stessa attenzione debba essere rivolta anche alle modalità concrete con cui l'assistenza viene organizzata negli studi professionali. Il medico ha il diritto di organizzare il proprio studio. Il paziente ha il diritto di poter accedere alle cure. Sono due esigenze che devono convivere. La sanità del futuro sarà certamente più digitale. Ma digitalizzare - chiude Mascheroni - non significa semplicemente spostare una porta dal telefono allo smartphone. Significa rendere il percorso verso la cura sicuro e accessibile».