(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Le cinque società scientifiche di pediatri e medici di famiglia del Board del Calendario Vaccinale per la Vita esprimono "profonda preoccupazione per l'aumento dei casi di meningite acuta nel sud dell'Inghilterra" e "sottolineano l'urgenza di politiche vaccinali nazionali chiare, omogenee ed eque anche in Italia", considerato che in Italia è offerto solo in 14 regioni su 21 regioni e con modalità molto disomogenee.
    Il meningococco B è un'infezione invasiva che può progredire rapidamente in soggetti giovani e apparentemente sani. Gli adolescenti rappresentano la seconda fascia d'età più colpita dalla malattia, dopo i bambini, con un rischio elevato di trasmissione e di complicanze, inclusa la morte (10-15% dei casi), e sono i principali trasmettitori del batterio meningococcico. Le possibili sequele permanenti includono perdita dell'udito, paralisi, convulsioni, amputazioni degli arti.
    L'esperienza del Regno Unito - con l'inserimento della vaccinazione contro Meningococco B dei bambini a partire dai 2 mesi di vita dal 2015, e interventi mirati in risposta a focolai - dimostra l'importanza di strategie vaccinali sia reattive sia pianificate. In Italia l'offerta e la copertura vaccinale per MenB in adolescenza è disomogenea: 14 delle 21 regioni offrono la vaccinazione in modo diverso, generando iniquità nell'accesso; una la offre solo a parte del territorio, 5 addirittura non hanno alcuna strategia di prevenzione per l'adolescente.
    Il Board del Calendario per la Vita - di cui fanno parte la Società Italiana di Igiene (SItI), la Società Italiana di Pediatria (Sip), la Federazione Medici Pediatri (Fimp), la Federazione Medici di Medicina Generale (Fimmg) e la Società di Medicina Generale (Simg) - chiede al ministero della Salute, alla Conferenza Stato-Regioni e agli enti regionali di "inserire con urgenza nel Calendario Vaccinale la vaccinazione contro Meningococco B nell'adolescente mai vaccinato in precedenza e la rivaccinazione per coloro che abbiano ricevuto un ciclo nell'infanzia". Fondamentale, inoltre, "aggiornare le linee guida per la gestione di focolai epidemici". (ANSA).