(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Secondo gli autori del rapporto, le caratteristiche del Ssn che più condizionano la vita delle persone fragili e bisognose sono: il sottofinanziamento, sotto la media dei principali Paesi Ue, con circa 37 miliardi di euro di tagli cumulati nel decennio 2010-2019, realizzati senza tener conto della qualità e dell'equità. Mentre le risorse sono allocate tramite criteri basati sulle prestazioni e non sull'integrazione dei percorsi assistenziali, sulla continuità di cura o sugli esiti di salute, cosa che penalizza in particolare i pazienti cronici e fragili, che attraversano più setting di cura senza una responsabilità unitaria.
    Dal punto di vista organizzativo, la carenza di prossimità e continuità assistenziale, e la mancanza di integrazione tra sanitario e sociosanitario rappresentano una delle principali modalità attraverso cui il diritto alla salute viene implicitamente ridimensionato, riducendo l'equità di accesso alle cure. La carenza di personale, in particolare dei medici di medicina generale, primo approdo, soprattutto per i più fragili, alla presa in carico dei bisogni sanitari e sociosanitari.
    Dall'analisi emerge che i modelli organizzativi più efficaci sono quelli che creano collaborazioni strutturate tra i diversi soggetti di cura e assistenza, generando benefici soprattutto per i pazienti cronici e fragili. "La sussidiarietà come è intesa nel nostro rapporto è una architettura di cooperazione tra Stato, territori e comunità - spiega Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, promotrice del rapporto -. È questa la chiave per restituire al Sistema efficacia, equità e sostenibilità nel lungo periodo, rendendo il diritto alla salute non un principio astratto, ma un'esperienza reale e accessibile per tutti". (ANSA).