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(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Rivedere l'intera procedura relativa al trasferimento nei Cpr, i Centri di permanenza per il rimpatrio, con la valutazione clinica del medico che "deve riguardare esclusivamente lo stato di salute dell'individuo e non costituire atto autorizzativo". È quanto chiede, in un ordine del giorno approvato all'unanimità, il Consiglio nazionale della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ossia l'assemblea dei 106 presidenti degli ordini territoriali, in cui viene evidenziata la netta distinzione tra funzione sanitaria, che compete al medico e funzione di sicurezza, che compete alle Forze dell'ordine.
Lo spunto è dato dai fatti del 12 febbraio scorso a Ravenna, dove otto medici sono stati iscritti nel registro degli indagati per l'attività connessa alla valutazione di idoneità al trattenimento nei Cpr.
Quattro i principi della mozione. In primis, l'atto medico è presidio costituzionale in base all'articolo 32 della Carta, che definisce la salute come "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". "Il medico, nell'esercizio di diagnosi, prognosi e certificazione - scrivono i 106 presidenti - non svolge una funzione accessoria o amministrativa, ma attua direttamente il diritto fondamentale di tutela della salute".
Da qui deriva il secondo punto, ossia che la certificazione sanitaria è parte integrante dell'atto medico e la valutazione di inidoneità sanitaria al trattenimento nei Cpr costituisce atto medico a tutti gli effetti. "Attribuire all'atto medico una funzione di legittimazione o di garanzia della sicurezza significa alterarne la natura e compromettere la separazione delle funzioni su cui si fonda lo Stato di diritto", scrivono i presidenti. Inoltre, l'articolo 32 del Codice di deontologia medica, viene sottolineato, impone al medico di tutelare le persone in condizioni di vulnerabilità o fragilità quando ritiene che l'ambiente in cui vivono non sia idoneo a proteggere la loro salute, dignità e qualità di vita. Infine, il Consiglio nazionale della Fnomceo, si legge ancora nella mozione, "nel ribadire la piena fiducia nell'operato della Magistratura, evidenzia come tali interventi devono tener conto del peculiare contesto sanitario in quanto incidono in un sistema dove la fragilità e la sofferenza si sposano con il fondamentale diritto alla salute". (ANSA).


